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Strade di ieri, strade di oggi
In Val Trebbia percorsi antichi e moderni si intrecciano e si inseguono, in una fitta maglia di strade, le vecchie cadute in disuso e visibili solo a tratti, le attuali innestate a lisca di pesce alla Strada Statale 45, per collegare al fondovalle i paesi posti a quote più elevate e le loro frazioni.
La strada principale della Val Trebbia, alla quale occorre riferirsi da qualsiasi parte avvenga l'approccio al territorio, è dunque la Statale 45, che collega Genova con Piacenza attraverso le valli Bisagno e Trebbia. Il tracciato di questo percorso fu cartografato la prima volta nella metà del secolo XVIII, in una carta corografica del marchesato di Pregola, nella quale sono visibili i fiume Trebbia dalle origini a Bobbio e la strada del fondovalle la quale non seguiva esattamente l'attuale percorso.
L'antica Strada Nazionale
Nel tratto Torriglia-Montebruno, ad esempio, non assecondava le pieghe disegnate dal corso del fiume, ma tagliava diritto, oltre la linea spartiacque di Torriglia, su Porto, Rusca, Conio di Mezzo e Montebruno. Un'altra variante rispetto all'attuale percorso avveniva a Rovegno da dove la strada dalla Fontana del Galletto scendeva su Garbarino e Gorreto. Arrivata a Ponte Organasco la strada evitava l'insidiosa gola, al termine della quale l'Aveto sfocia nel Trebbia, risalendo un tratto della valle dell'Avegnone e tagliando la montagna in diagonale, per scendere su Bobbio attraverso la pieve di Montarsolo, Pietranera, Carana.
Nel documento cartografico citato sono visibili torri e castelli costruiti dai feudatari a difesa dei loro possedimenti e a controllo della strada: Gorreto e Bobbio vi appaiono chiusi in cinte murarie; castelli e torri dominano i borghi di Santa Margherita, Pregola, Zerba, Brignolo, Campi, Croce.
Oggi chi vuole arrivare in Val Trebbia da Genova o dalla Valle Scrivia o da Piacenza deve ancora servirsi della Statale 45 che, a conti fatti, sembra offrisse un tempo condizioni di viabilità migliori, in quanto tagliava fuori dal suo percorso i tratti più tormentati del fondovalle, per dirigersi direttamente sui centri principali.
Alla Statale 45 si innestano le strade secondarie di accesso alla valle. Dalla Fontanabuona, attraverso Gattorna, Neirone e Roccatagliata, la strada provinciale sale al Passo del Portello (m 1092) e incrocia la Statale a Ponte Scabbie, poco sotto il valico della Buffalora. Ancora dalla Fontanabuona e dall'Alta Val d'Aveto si può scendere in Val Trebbia passando per Barbagelata e Costafinale. Anche in questo caso l'odierna strada provinciale, assai pittoresca e panoramica nel tratto in cui corre lungo il crinale, segue l'antico percorso che, attraverso Montebruno, penetrava nella Valle del Brugneto, raggiungeva Rondanina, Fascia e scendeva in Val Borbera.
Il ponte costruito a Montebruno dai Doria nel secolo XVI, del quale si serve ancor oggi chi scende da Barbagelata, evidenzia in modo chiaro la direttrice della vecchia strada.
Per la media Val d'Aveto esistono due strade di penetrazione in Val Trebbia. Una si stacca dalla Statale 586 della Val d'Aveto in prossimità di Cabanne, sale sul valico di Fregarolo e scende su Casoni. Qui si biforca: un ramo raggiunge Canale e Due Ponti nel fondovalle (un tempo questa località si chiamava Ripa dei Guadi); l'altro punta su Fontanigorda e da qui scende su Loco. Una variante raggiunge Rovegno attraverso Casanova.
Il ponte dei Doria a Montebruno
Più o meno lo stesso percorso seguiva l'antica strada del crinale orientale ma, arrivata a Casanova, puntava diritta su Pietranera e da qui su Gorreto. La Val d'Aveto è ancora collegata alla Val Trebbia dalla strada che da Alpepiana sale a Vicomezzano e Vicosoprano e valica il crinale nei pressi del Monte Veri ( m 1223). Qui si presentano due scelte: scendere su Ottone attraverso i paesi di Fabbrica, Frassi, Moglia, o continuare lungo il crinale per Rovereto, Selva, Cariseto, Cerignale e raggiungere la Statale 45 vicino a Ponte Organasco. Merita qui ricordare l'antichissimo percorso di collegamento tra Santo Stefano d'Aveto e Genova attraverso il Passo di Ertola, Foppiano, Pietranera, Rovegno, Isola, Spescia, Carpeneto, Rondanina, Garaventa, Torriglia: era la strada più rapida per raggiungere il capoluogo ligure dalla Val d'Aveto.
Dal versante di sinistra la Val Trebbia è oggi raggiungibile da Torriglia attraverso la conca del Brugneto. Si sale ad Acquabuona e arrivati alla galleria si sceglie: se si svolta a destra si raggiungono Santa Maria al Porto, Alpicella e la diga del Brugneto, da dove per Conio Avena, Bullini, Costalunga si arriva alle porte di Montebruno. Se invece si prosegue oltre la galleria si raggiungono i paesi nella testata della Valle del Brugneto: Garaventa, Bavastri, Bavastrelli, Propata. Qui si divergono due strade: una porta a Rondanina e, attraverso una breve linea di valico, dove si trova la settecentesca cappella di Sant'Anna, si collega con la Statale 45; l'altra sale alla Casa del Romano da dove si può scendere in Val Trebbia attraverso Fascia, Carpeneto, Cassingheno. Anche l'abitato di Varni si collega a questa strada. Il precorso è tra i più belli della Val Trebbia, essendo dominato alle spalle dal massiccio dell'Antola, dal lungo crinale che collega questa montagna col valico di Casa del Romano e dai Monti Carmo (m 1640) che segna il confine tra le province di Genova, Piacenza e Alessandria, e Cavalla (m 1327) che divide la valle del Cassingheno da quella del Terenzone. Il tracciato Torriglia-Casa del Romano fu anch'esso sede di un antico percorso: vi si arrampicavano carovane provenienti dalla Fontanabuona, dalla Val Bisagno e dall'alta Val Pentemina per scendere in Val Borbera. Da qui la bassa Val Trebbia è raggiungibile anche attraverso le Capanne di Cosola e il passo del Giovà (m 1368) da dove si scende in Val Boreca raggiungendo Pei, Vesimo, Zerba, per collegarsi alla Statale 45 nei pressi di Ottone; o si raggiunge il Passo del Brallo tagliando in diagonale le pendici del Monte Lesima. La Valle dell'Avegnone conduce a Ponte Organasco. Entrambi i percorsi sono raccomandabili per le stupende aperture sulla Val Trebbia e la bellezza delle faggete.

(Questo articolo è tratto dal libro "Liguria Guide - 6 Val Trebbia" SAGEP Editrice Ed. Maggio 1991