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La nuova casa dell'Alta Valtrebbia
Montebruno. Nuovo look e spazi più ampi per la sede della comunità montana Alta Val Trebbia. L'edificio che ospita l'ente cui fanno capo gli otto comuni della vallata - un palazzo costruito negli anni Settanta - si trova a Montebruno, è arrivato quasi alla fine del suo restyling (mancano solo poche rifiniture): costato circa 100 mila euro, verrà inaugurato il mese prossimo. Adesso l'edificio può contare su un ulteriore piano di 400 metri quadri, che si va aggiungere ai 400 metri quadri preesistenti, e che potrà fornire agli utenti della vallata diversi servizi che prima non c'erano.
«Al primo piano si sposteranno gli uffici per il personale che lavora alla comunità montana -spiega il sindaco di Montebruno, Aurelio Barberi, il "padrone di casa", visto che il suo comune ha offerto il palazzo in comodato alla Comunità per venti anni — mentre il piano terra sarà utilizzato per portarvi sportelli utili ai servizi sociali, soprattutto nel settore dell'assistenza agli anziani, che sono sempre di più nei nostri Comuni e hanno sempre più bisogno di assistenza e consigli pratici». Il pianoterra dedicato ai servizi sociali, naturalmente, è una scelta logistica, che tiene conto delle difficoltà di diversi utenti a muoversi agevolmente e a fare anche solo un piano di scale. «Offrire questo servizio agli anziani della vallata — spiega ancora il sindaco — è fondamentale visto che, anche se per fortuna possiamo registrare una discreta crescita della popolazione infantile, quella over 65 è sempre maggioritaria. E purtroppo, ci sono solo due assistenti sociali che devono coprire tutti gli otto comuni, con conseguenze immaginabili, visto che non hanno certo il dono dell'ubiquità.
Quindi, offrire uno spazio dove ci saranno persone che potranno aiutare gli anziani, consigliarli, dare indicazioni preziose per migliorare la qualità della vita, è un piccolo ma significativo passo in avanti». E a proposito di popolazione infantile, il sindaco Barbieri tiene molto anche alla riapertura dell'asilo di Montebruno, chiuso ormai da qualche anno.

Mara Queirolo

(Questo articolo è stato tratto dal Secolo XIX del 21/10/04)