La fabbrica si trova in Comune di Rovegno, in provincia di Genova. È stato costruito un grande capannone con gli attrezzi adeguati per la sua funzione. È un vero "gigante" così viene chiamato in Alta Val Trebbia. Questa fabbrica forse alla fine del 2007 o ai primi del 2008 comincerà la sua attività producendo acqua minerale, che si chiamerà "Fonte del Gaietto".
La struttura è costruita sul terriotrio del signor Giuseppe Bozzini che con il figlio Fabrizio sono i titolari di questa opera. Sorge su 16.000 metri quadrati, dei quali 3.000 sono occupati dal capannone.
I macchinari sono già messi in posa e pronti per l'inizio delle attività che si prevede nel mese
prossimo - ha riferito il titolare. L'attività prevede inoltre un carico di quattro TIR al giorno in partenza per diverse forniture in tutt'Italia.
L'acqua, ci ha riferito il signor Bozzini, viene prelevata da una sorgente che si trova sui monti nei dintorni di Rovegno, sorgente che nasce tra le rocce nere e in un grosso tubo in acciaio inox raggiunge il nostro impianto dove, attraverso un percorso di tubature e filtri arriva all'imbottigliamento.
La nostra macchina arriva a produrre 18 mila bottiglie ogni ora. Poi entrano nelle apposite confezioni pronte per i bancali e quindi caricate sui Tir.
La struttura è costruita con metodologia moderna, in perfetta regola con le disposizioni di legge ed in linea con le normative della Comunità Europea. Dispone di servizi per donne, uomini e handicappati. Abbiamo due compressori giganti - continua il signor Bozzini - uno con la portata di 200 atmosfere e l'altro di 400.
Questi mezzi sono già stati oggetto di visite da parte di scolaresche che sono rimaste sorprese nel vedere macchinari di quelle proporzioni sulle nostre montagne. Sono ubicati a lato separati dal resto dell'impianto, sembrano due "mostri" di acciaio e con grossi tubi per il pompaggio.
"Ora abbiamo già avuto altre richieste di scuole ad altre scolaresche; noi faremo di tutto per accontentarle e dare loro la nostra assistenza".
Quando la fabbrica inizierà l'attività, nello stabilimento troveranno lavoro una decina di operai. Con i dirigenti, gli impiegati e gli autisti si potrebbe pensare a una ventina di posti di lavoro. Ciò che in Valtrebbia potrebbe costituire un provvidenziale inserimento in loco di molti giovani che forse già pensavano alla città.
"Di una cosa siamo certi - conclude il signor Bozzini - che l'acqua che entra nei serbatoi del nostro impianto, proviene da una sorgente che già a vederla quando esce tra le rocce nere genera spettacolo e curiosità".
L'industria nasce vicino alla strada statale 45, a pochi metri dal fiume Trebbia. Tutto il piazzale è pavimentato con l'acciottolato. Il manufatto è ubicato su due piani con vetrata all'Americana: da quella vetrata si vedono tutte le operazioni che avvengono nello stabilimento. Noi da uomini incompetenti, credevamo che strutture come queste si travassero solo ai Casoni di Gariga, Niviano, Le Mose, oppure in Lombardia.
Questa industria ora si trova anche tra i monti più alti dell'Appennino Ligure a 80 chilometri da Piacenza e a 58 da Genova.
Giorgio Guasti
(Questo articolo è stato tratto dal N° 39 del 22/11/07
del settimanale "La Trebbia")
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