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Rovegno punta sull'ecologia
Andata e ritorno gratis in pullman gran turismo. Per coprire i 50 chilometri di nuovi rettilinei e vecchi tornanti che separano il paese della Valtrebbia dalla Fiera di Genova, cinquantaquattro cittadini di Rovegno diretti ad Euroflora nei giorni scorsi non hanno sborsato un centesimo. È solo l'ultima iniziativa uscita dal cilindro del sindaco Giuseppe Isola, eletto nel 2002 nella lista "Uniti per continuare" il cui simbolo è un tipico paesaggio appenninico stilizzato: colline verdi, cielo azzurro, torrenti.
«Nel bando per l'assegnazione di licenza a una ditta di trasporto passeggeri — spiega Isola - abbiamo imposto al vincitore di mettere a disposizione del Comune tre viaggi gratis all'anno per un'intera giornata». Il primo viaggio è stato, appunto, in occasione di Euroflora. Lo ha "offerto" la ditta Caprile di Savignone, che si è aggiudicata la licenza comunale per un nuovo pullman. «Qui abbiamo la fonte della giovinezza — dice orgoglioso il sindaco — Su 400 abitanti stabili e 600 residenti (che d'estate diventano 5.000) contiamo novantadue ultraottantenni». Giuseppe Isola, insegnante di scienze naturali all'istituto professionale Caboto di Chiavari, esperto di itticoltura, si dichiara innamoratissimo della propria terra «al punto da fare il pendolare e alzarmi tutte le mattine alle cinque».
Isola ha un modello, un obiettivo e un sogno. Il modello è Maurizio Caranza, ex sindaco di Varese Ligure oggi componente del cda Filse, che durante i due mandati consecutivi (perciò non era più eleggibile) ha portato la cittadina dell'alta Val di Vara a diventare emblema di vivibilità ecocompatibile. L'obiettivo di Isola è quello di «ottenere a breve la bandiera arancione», marchio di qualità per i comuni dell'entroterra. Il sogno, infine, è sviluppare al massimo Rovegno sul fronte turistico e produttivo incentivando l'imprenditoria locale, «cosicché la gente possa vivere e lavorare tra queste meravigliose colline».
Un sogno che ha cominciato a prendere forma. Su più fronti.
Primo: il gruppo genovese Bozzini ha rilevato lo stabilimento, mai Utilizzato, dove sarà imbottigliata l'acqua minerale che sgorga dalla Fonte del Galletto. L'iter autorizzativo è quasi concluso. In vista ci sono una decina di assunzioni. Gente del posto, ovviamente. Non è finita. Gli stessi Bozzini hanno ottenuto il via libera per installare una decina di torri eoliche nei 20 chilometri quadrati del territorio comunale. Gli enormi mulini, posizionati sui crinali più ventosi, consentiranno di produrre energia elettrica per il paese e non solo. Un'altra fonte di lavoro per i (pochi) giovani del posto potrebbe essere l'ex colonia fascista, che è stata venduta nel 2004 per 250 mila euro alla società "San Francesco" di Milano. La società ha cinque anni di tempo per realizzare il progetto di trasformare l'enorme edificio semiabbandonato che domina la valle in beauty farm e centro per disabili mentali. Scaduto il termine, scatta una penale di circa 50 mila euro. Un incentivo in più per fare impresa e assumere. La colonia di Rovegno era tra i siti indicati dalla Prefettura per ospitare il primo centro di permanenza temporanea (Cpt) in Liguria. Isola era pronto alle barricate, anche contro il prefetto Giuseppe Romano, pur di impedire la nascita della struttura di accoglienza per immigrati clandestini. «Poi, per fortuna, non se n'è fatto nulla...».
L'attivismo di Isola e della sua giunta - composta dal vice-sindaco Franco Gazzari, con delega ai Lavori pubblici, Bruno Pepi (Bilancio), Sandro Vigo (Cultura e Personale), Sandro Biasotti (Sport & Turismo) — ha già prodotto risultati tangibili. «Nel giro di quattro anni abbiamo ottenuto e speso un milione e mezzo di euro di fondi pubblici», informa Pepi: «Mica male per un bilancio annuale di pari entità con cui paghiamo quattro dipendenti e teniamo in ordine il vastissimo territorio». Solo una vaga parentela tra l'assessore Sandro Biasotti e l'omonimo ex governatore della Regione, espressione del centro destra. Nemmeno un'affinità politica? «Piena libertà di voto, ma qui l'importante è l'impe gno del paese: la nostra lista è rigorosamente apartitica», si accalora il sindaco. Regna il pragmatismo: «Il 20 maggio, in località Casanova, dove già si trovano campi da calcio, da tennis e percorso mountain bike, sarà posta la prima pietra per la costruzione di una piscina di 25 per 12,5 metri». Con quella di Torriglia, sarà la seconda della Valtrebbia. Costo: 500 mila euro, di cui 370 mila sono risorse inutilizzate dei Mondiali del '90. L'iter era partito, appunto, sotto la giunta regionale di Biasotti. Ma, quest'anno, il tradizionale "Tallero d'argento" con cui Rovegno premia i personaggi meritevoli, sarà assegnato al presidente della Regione Claudio Burlando, Ds: «Idealmente premiamo anche il lavoro della precedente giunta», taglia corto Isola.

Nel futuro c'è il caviale di trota

Passa anche attraverso la buona cucina la rinascita di Rovegno. Ben collaudati sono i "quadrelli" di Rovegno, biscotti a forma ovviamente quadrata a base di farina di castagna. Ma il sindaco Giuseppe Isola spera di rendere celebre il paese anche per due specialità assolutamente particolari: caviale e bottarga di trota. La passione per il pesce, dal punto di vista gastronomico e scientifico, è nel dna della famiglia: il nonno di Isola, Giovanni Giolfo, è uno dei fondatori della Giopescal, famoso marchio di prodotti ittici. Il primo cittadino di Rovegno è specializzato in acquacultura e ittiopatologia. Nell'impianto sperimentale aperto da Isola a Rovegno, è stato messo a punto con finanziamenti europei un sistema per alimentare più efficacemente i piccoli di anguilla, le cosidette cieche. «Grazie a una sostanza che rende più attrattivo il mangime — assicura Isola — la quota di sopravvivenza delle cieche nei primi giorni di vita è salita dal 60 al 95 per cento». Quello di creare impresa e lavoro tra le colline della Val Trebbia è un chiodo fisso di Isola. La gastronomia è una delle tante chance, accanto a sport e turismo. Tanto che il sindaco, dopo la nuova piscina e la pista di pattinaggio double face su ghiaccio e per rotelle, intende persino realizzare un anello di sci da fondo.
Ma, per adesso, l'unica vera occasione di lavoro per la comunità locale è stato il "salvataggio" della casa di riposo "Felice Conio", ex Ipab gestito dalla Doria e poi trasferita al Comune. Nella struttura ristrutturata e gestita dalla cooperativa "Punta Service" di Vercelli, sono ospitati 25 anziani e lavorano 12 operatori.

Enzo Gallano

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 03/05/06)