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Cpt, Rovegno in trincea
Per dire no al Cpt a Rovegno si è mosso tutto il paese. In senso letterale, visto che l'altra mattina si è tenuto sulla piazza principale un consiglio comunale straordinario, presieduto dal sindaco Giuseppe Isola, a cui ha partecipato la quasi totalità della popolazione, compattissima con giunta e opposizione in un'insolita comunanza di opinioni contro la possibilità di insediare un Centro di permanenza temporanea per immigrati irregolari nel borgo della Val Trebbia.
I risultati? Una mozione unanime che richiama tutte le istituzioni a chiarire questa vicenda (la possibilità di istituire qui il sito e allo studio della prefettura di Genova), una raccolta di firme che partirà da domani da trasmettere a tutte le autorità di competenza, e perfino una proposta per una soluzione alternativa, individuata dal sindaco in uno dei forti che circondano il capoluogo ligure.
«Voglio sottolineare - ha chiarito Isola nel suo lungo intervento - che ho già preso contatto con il prefetto, per ottenere maggiori chiarimenti che mi sembrano doverosi, ma finora non ho ottenuto una reale rassicurazione sull'infondatezza della questione. Detto ciò, assicuro tutti che io mi batterò con tutte le mie forze per difendere Rovegno dall' insediamento di un elemento dirompente per il territorio e la comunità come il Cpt. E voglio anche esprimere il mio personale compiacimento per la presenza degli immigrati regolari che sono presenti nella nostra vallata, che si sono perfettamente integrati nella vita civile della comunità, dando con il loro lavoro un importante aiuto in quelle attività dove è carente la manodopera italiana». Poi, il sindaco passa alla proposta alternativa: «Anche se non sarebbe certo il nostro compito - ha detto - penso di aver individuato un possibile sito d'insediamento del Cpt nei forti che circondano Genova. Per fare un nome, credo che Forte Ratti potrebbe andare benissimo: per posizione, dimensione e isolamento sarebbe perfettamente idoneo per la soluzione del problema».
Sulla stessa lunghezza d'onda gli interventi degli assessori, dei consiglieri di maggioranza e minoranza e, soprattutto, le opinioni del folto pubblico presente in piazza, a cui il dibattito è stato allargato, e che ha espresso una fortissima determinazione ad opporsi alla presenza di clandestini a Rovegno, sottolineando in diversi interventi un denominatore comune: un Cpt non è la soluzione, occorre prima di tutto un miglioramento delle leggi per gestire meglio il fenomeno dell'immigrazione clandestina.
I lavori del consiglio comunale straordinario si sono conclusi in tarda mattinata, con la votazione di una mozione unanime che richiama tutte le istituzioni locali e centrali, e anche tutti i parlamentari liguri di ogni schieramento, ad attivarsi per chiarire questa vicenda e ad impedire che quella che viene definita «una sconsiderata decisione» possa arrecare danni al territorio della Val Trebbia, destabilizzandone la vocazione turistica che - come tutti hanno più volte sottolineato - è la sola fonte di ricchezza di queste zone, particolarmente apprezzate per l'ambiente naturale e la tranquillità.
E anche la parte di popolazione presente alla seduta del consiglio comunale, sia pure simbolicamente (non avendo ovviamente diritto di voto), ha alzato la mano per approvare la mozione. E ha lanciato un'immediata raccolta di firme, che sarà poi trasmessa a tutte le autorità competenti.

Mara Queirolo

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 10/03/05)