Non si tratta di
una nuova conquista e occupazione territoriale, ma della volontà
di far rifiorire una storica struttura esistente nel territorio
del Comune di Rovegno.
Stiamo parlando della bellissima "Colonia" costruita alla
metà degli anni trenta, dalla Gioventù Italiana, in
un meraviglioso contesto ambientale ricco di una folta vegetazione
di abeti, castagni e noccioli tra i quali si apre un altopiano di
ca. 70.000 mq., tra le frazioni di Casanova e Pietranera, nel quale
è inserito l'edificio principale di ca. 29.000 mc., caratteristico
per la sua forma, dalla quale svetta l'alta torre laterale con il
pennone della bandiera, che risulta visibile da più parti
della stretta Val Trebbia.
La "Colonia" ha una sua storia: l'alternarsi delle vicende
storiche ha segnato un uso diverso di questa struttura.
Si parte dal periodo fascista quando tra queste mura venivano ospitati
migliaia di bambini che vi trascorrevano gioiose vacanze estive,
per poi proseguire con l'avvento della guerra e della resistenza,
fortemente presente nel territorio della Valtrebbia, che la resero
rifugio e ospedale per i combattenti della libertà per arrivare
nel dopoguerra a una mesta e lenta condizione di abbandono dovuta
al disinteresse di quanti l'avrebbero potuta sfruttare, privilegiando
luoghi apparentemente più qualitativi, ritenuti alla moda
per allora.
Dagli anni settanta in poi, tranne che per qualche sporadico e breve
episodio di uso molto parziale, la struttura è rimasta inutilizzata,
diventando sempre più un problema per le modeste risorse
economiche di un piccolo paese come Rovegno.
Da qui nasce la volontà di trovare il modo di recuperare
questa bellissima struttura ricercando investitori che possano sviluppare
nuove attività.
Il Consiglio Comunale, nella seduta del 28 giugno 2002, con approvazione
unanime, ha deliberato la messa in vendita del complesso immobiliare
e del terreno annesso, incaricando la Provincia di Genova, attraverso
il suo Servizio Gare e Contratti di predisporre un bando di gara
per l'alienazione del bene.
Questa operazione non vuole essere una mera vendita immobiliare,
ma un modo per creare la condizione di rilancio della struttura.
Infatti il bando di gara privilegia innanzitutto la destinazione
d'uso dell'edificio, vincolando i possibili acquirenti a presentare
un progetto di ristrutturazione mirato a far insediare nuove attività,
ben individuate, quali: area turistico-ricettiva, agriturismo e
turismo eco-compatibile, attività sportive, mediche e socio-assistenziali,
della cultura e della formazione o della ricerca scientifica.
Altra condizione è quella che il progetto deve avere una
potenzialità occupazionale per il mercato del lavoro locale.
La fruibilità delle attività svolte deve essere, almeno
in parte, consentita anche alla popolazione residente e a quella
stagionale di vallata.
Punto importante di garanzia è quello che impegna il compratore
a realizzare entro e non oltre 5 anni le opere e le attività
descritte nel proprio progetto, pena la perdita di possesso del
bene acquistato e una penale.
La speranza è che questa vendita porti non solo risorse finanziare
al Comune, ma serva soprat-tutto a creare attività, lavoro
e quindi nuova ricchezza per tutto il nostro territorio e consenta
anche una maggiore presenza di attrattiva turistica, che porti in
questi fantastici luoghi chi ha il desiderio di trascorrere in pace
e serenità, a contatto con una natura incontaminata, il proprio
tempo libero.
Per quanti fossero interessati a conoscere le condizioni della vendita
si consiglia di prendere contatto direttamente con la Provincia
di Genova - Servizio Gare e Contratti - Piazzale Mazzini 2 - 16122
GE
Sandro Vigo
(Questo articolo è stato tratto dal N° 9 del 27/02/03
del settimanale "La Trebbia")
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