Seguire una battuta
di caccia al cinghiale per scoprire un territorio, una zona a una
cinquantina di chilometri da Genova, dove la natura è ancora
pressoché incontaminata. Siamo a Rondanina non lontano dal
lago artificiale del Brugneto, una manciata di case dominate dal
campanile bianco della chiesa di San Nicola da Bari. Qui il bosco
raggiunge l'abitato, cornioli, aceri di monte, noccioli e faggi,
si inerpicano su verso il monte Antola. I sentieri sono puliti,
non è difficile camminarvi, nel bosco e sui prati non si
vede una cartaccia, una bottiglietta.Sono loro, gli uomini della
squadra numero 30 Cinghialisti di Rondanina a tenerli così.
Perché la caccia è anche amore e rispetto per la natura,
e l'attività di un cacciatore non si esaurisce nella battuta.
Persone dei più diversi ceti sociali lavorano insieme nei
momenti liberi durante tutto l'anno: ripuliscono i boschi, tracciano
e tagliano i sentieri per renderli percorribili dai trattori e gettano
piccoli ponti sul torrente. In primavera e in estate si lavora,
in attesa che, a metà settembre, apra la caccia. La domenica
e il mercoledì si va in battuta, la Provincia fissa i limiti
dei capi da abbattere, ma difficilmente li si raggiunge. I cinghiali
non rischiano certo l'estinzione, anzi in molte occasioni si rendono
necessari interventi mirati per cercare di limitare la loro proliferazione.
L'appuntamento per i Cinghialisti di Rondanina è alle 7 del
mattino nel ristorante di Valentina. Un caffè, un grappino
davanti all'immensa stufa a legna se fuori fa molto freddo, la registrazione
dei presenti e poi il caposquadra decide dove si va in battuta.La
zona è immensa, le possibilità sono diverse: si può
andare a Giardino, quasi affacciati sul lago del Brugneto, ma attenti
a non entrare in riserva, oppure alla "Cappelletta", appena
sotto la strada che da Torriglia porta a Rondanina, oppure nei boschi
dietro al paese, in faccia a Fascia. La maggior parte dei cinghialisti,
giubbetto arancione addosso, starà in posta, altri batteranno
la zona prescelta con i cani, perché la caccia agli ungulati
è fatta anche del rapporto con il cane. Sarà lui a
portare il cacciatore sul cinghiale, sarà lui a stanarlo
dalle spine o a far capire al suo compagno di battuta "vieni
a prenderlo". Mentre si cammina per afferrare con lo sguardo
quella massa scura che spesso può superare abbondantemente
i cento chili, ma che si muove con l'agilità della gazzella,
l'occhio non può non soffermarsi sull'incredibile paesaggio.
Uscendo da Rondanina dalla parte opposta rispetto alla strada comunale
il bosco si fa subito fitto. Questa in autunno è zona di
funghi, castagne, ma anche il luogo ideale per una scorpacciata
di lamponi e di tutti i frutti del sottobosco. Continuando a salire
si arriva su una sella al limitare del parco dell'Antola. Gettando
lo sguardo verso il basso si è calamitati dalle acque immobili
del lago del Brugneto, un bacino artificiale della capienza di 25
milioni di litri d'acqua, indispensabile per il rifornimento idrico
di Genova. Guardando dall'altro lato non si può non notare
la strada che porta all'abitato di Fascia tagliando il monte come
una costola bianca. Tornando verso valle si incontra un ruscello
(Fosso del Campo) affluente del Cassingheno. L'acqua, freddissima,
è assolutamente da assaggiare. Lungo il suo corso si notano
i ruderi di un antico mulino: quel che resta della casa in pietra
e della pala. Da Rondanina si può raggiungere Giardino, dominato
da una collinetta che si tuffa nel bosco sottostante. Più
sotto c'è il lago del Brugneto. Qui non è difficile
vedere correre gruppi di daini, per nulla, o quasi, intimoriti dalla
presenza dell'uomo. Può essere stata una giornata proficua
o no per la caccia, ma nel tardo pomeriggio l'appuntamento è
di nuovo da Valentina per gustare, questa volta, i piatti tipici
della tradizione cucinati, rigorosamente da lei, da Valentina che
ora però in cucina può contare sull'aiuto del figlio
Stefano, 13 anni appena, ma un futuro da grande cuoco davanti. E
così in tavola arrivano incredibili minestroni con il lardo,
ravioli, pasta al pesto, cinghiale naturalmente, costine, verdure
fritte, formaggi che si possono assaggiare solo qui e incredibili
crostate che Valentina sforna ogni mattina, il tutto innaffiato
dai vini bianchi e rossi. Poi solo il ricordo di una giornata indimenticabile.
Isabella Villa
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 30/12/05)
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