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Nato a Sarizzola di Busalla
(Genova) il 1° giugno 1924,
caduto a Rovello di Mongiardino (Alessandria) il 15 dicembre
1944, contadino,
Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
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Alpino nel Battaglione "Pieve di Teco" di stanza a Cairo
Montenotte (Savona), dopo l’armistizio e il conseguente sbandamento
dell’Esercito italiano, tornò nella sua casa. Nell’inverno
1943-44, per non prestare servizio nell’esercito della repubblica
di Salò, il giovane contadino decise di recarsi nel Chiavarese
e qui si unì ad un gruppo di patrioti. Dopo essersi distinto
in numerose azioni contro i nazifascisti, nel luglio del 1944 il
giovane partigiano fu nominato comandante di un distaccamento e nel
novembre successivo gli fu affidato il comando del Battaglione "Franchi" della
Brigata "Oreste".
Nel corso di un massiccio rastrellamento compiuto dai nazifascisti, nell’inverno
del 1944, sulle pendici del monte Bossola, Salvarezza, durante uno scontro ravvicinato,
fu ferito di striscio alla testa. Nonostante la ferita, il giovane decise di
spostarsi con un gruppo di suoi uomini in località Variana di Alessandria,
per compiervi un diversivo. Cadde durante l’azione e il suo nome di battaglia
fu assunto dalla IV Divisione Garibaldi "Pinan Cichero", costituitasi
subito dopo il rastrellamento.
La motivazione della ricompensa al valore recita: "Giovane ventenne, comandante
di una brigata partigiana, di eccezionale ardimento, di fronte ad un improvviso
attacco da parte di preponderanti forze nazifasciste lanciava la sua formazione
in un audace contrattacco che salvava le sorti della giornata trasformando la
situazione, inizialmente sfavorevole alle nostre armi, in rotta disordinata del
nemico. Ferito mortalmente alla fronte e al cuore incitava i suoi uomini a proseguire
nell’impeto della lotta ed esalava lo spirito indomito per assurgere nel
cielo degli Eroi, unanimemente pianto dalle popolazioni che videro il suo estremo
sacrificio".
Biografia tratta dal sito internet http://www.anpi.it