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Nato a Rivarolo (Genova)
il 17 settembre 1921,
deceduto a Desenzano del Garda (Brescia) il 21 maggio 1945,
perito elettrotecnico,
Medaglia d’oro al valor militare
alla memoria.
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Impiegato all’Ansaldo San Giorgio di Sestri Ponente, seguiva
i corsi di economia all’Università di Genova. Chiamato
alle armi, nel marzo del 1942 era diventato sottotenente del Genio.
L’annuncio dell’armistizio lo colse a Chiavari, dov’era
al comando di un plotone del 15° Reggimento Genio. Un mese dopo,
Gastaldi era già sui monti, al comando (con il nome di copertura
di “Bisagno”, che richiama l’omonimo torrente),
della prima formazione partigiana della zona, che sarebbe poi diventata
la 3a Brigata Garibaldi e che avrebbe assunto il nome di “Cichero” allorché,
nel maggio del 1944, i nazifascisti dettero alle fiamme l’eroico
villaggio.
“Bisagno”, che era riuscito a rendere sempre più forte la
Brigata – anche avvalendosi dell’apporto di molti alpini della “Monte
Rosa”, che aveva convinto a disertare e a passare con la Resistenza – diventò vice
comandante della VI Zona, che comprendeva quasi tutta la Liguria e i territori
montani delle province limitrofe del Piemonte, della Lombardia e dell’Emilia.
Dissapori tra le varie formazioni partigiane (Gastaldi era spinto, come è stato
rilevato, dalla coscienza dell’alto valore morale e patriottico della lotta
che conduceva, ma soprattutto dalla sua fede religiosa), portarono poi alla divisione
della “Cichero”, ma non diminuirono la fama di “Bisagno”,
soprattutto quando fu protagonista della costituzione della “repubblica
partigiana” di Torriglia.
“Bisagno” morì un mese dopo la Liberazione, cadendo – dal
tetto della cabina - sotto le ruote del camion col quale aveva accompagnato a
Riva di Trento alcuni dei suoi partigiani smobilitati. Per onorare la memoria
di Gastaldi, il Comune di Genova ha dato il suo nome ad una delle principali
arterie cittadine, su cui si affaccia la “Casa dello studente”. Un
monumento gli è stato eretto nel Parco dell’Acquasola, in viale
XII Ottobre.
La MOVM ad Aldo Gastaldi è stata concessa con questa motivazione: “Fra
i primissimi ad accorrere in difesa della sua terra oppressa dal nemico, partecipava
a numerose azioni di guerra alla testa dei suoi partigiani che lo avevano eletto
capo per l’indomito coraggio e l’alto spirito di sacrificio sempre
ed ovunque dimostrati. Audace assertore di azioni di sabotaggio distruggeva con
leggendario ardimento e tecnica perfetta importanti opere fortificate avversarie,
inseguendo, disperdendo e catturando i nemici atterriti, ma ammirati, dalla sua
audacia. Mentre completava la sua missione restituendo alle loro case i partigiani
superstiti della lotta, suggellava con la morte la sua giovane eroica esistenza”.
Nel 1995, Elena Bono ha pubblicato (con prefazione di Paolo Emilio Taviani),
un libro su questo protagonista della Resistenza dal titolo
Per Aldo Gastaldi “Bisagno”.
Nel 2003 il volume è stato ristampato dall’Editrice Le Mani. A Genova
una scuola media statale è intitolata ad Aldo Gastaldi; a Rovegno, nel
Ponente genovese, gli è stato eretto un monumento al ponte sul Trebbia.
Il 24 aprile 2005, i resti mortali di Aldo Gastaldi sono stati traslati dal “Campo
di Trento e Trieste” al Pantheon del Cimitero monumentale di Staglieno,
dove riposano i genovesi più illustri. Nel 2006 a Fascia, il più alto
Comune della Liguria, in Val Trompia, una strada è stata intitolata ad
Aldo Gastaldi.
Biografia tratta dal sito internet http://www.anpi.it