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Danza di falce (di Elisabetta Robert Castagnola)
Tic, tic, tic,
tic, tic, tic
cadenzato ritmo
di martelli contadini
che battevano lame,
affilando falci.

Un rito tribale,
un suono che accompagnò
la mia infanzia a Fallarosa.

Negli angoli ombrosi,
sotto i noccioli
o davanti agli usci,
uomini con mani ruvide e
dai rari sorrisi,
lavoravano lune d'argento
per recidere l'erba.

Quasi una danza guerriera
da ballare a piedi nudi sull'aia:
tic, tic, tic, tic, tic, tic.

Palpito di cuore...

Trasformare in note
un rumore che ora
non si sente più