I progettisti hanno curato con attenzione
il suo inserimento nel paesaggio ligure. Per questo motivo non
è un caso che forme, colori, volumi del nuovo rifugio
dell’Antola, ricordino forme, colori, volumi dei “casoni”
dell’entroterra ligure.
Ma gli antichi “casoni” ed il nuovo rifugio dell’Antola
(o meglio, i loro abitanti) hanno un’altra caratteristica
in comune: una piccolissima impronta ecologica!
Questo significa che la presenza di questo nuovo insediamento
umano sui monti della Liguria produrrà, intorno a sè,
trascurabili modificazioni sulla qualità dell’aria,
dell’acqua, del suolo in quanto il rifugio utilizzerà,
per funzionare, le risorse che la natura del luogo offre: il
legname proveniente dal vicino bosco per riscaldarlo, l’acqua
di una vicina sorgente per dar da bere e per cucinare il cibo
che gusteranno i suoi ospiti, l’acqua piovana raccolta
dal tetto per i servizi igienici.
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”Niente
di nuovo sotto il Sole” diranno i lettori con qualche
capello bianco in più e che conoscono, per esperienza
diretta, come era organizzata la vita di quei “casoni”.
E hanno ragione loro, in quanto la gestione del nuovo
rifugio utilizzerà tutti gli accorgimenti scoperti
dalla cultura contadina per ridurre gli sprechi, ma con
una differenza importante: i tanti disagi di un tempo
non ci saranno più e la casa-rifugio, pur nel rispetto
della tradizione, utilizzerà il meglio della tecnologia
moderna per garantire qualità, sicurezza, benessere.
Ad esempio, la caldaia a legna sarà ad alta efficienza,
con consumi e manutenzione ridotti al minimo. L’acqua
sarà resa potabile da lampade a raggi ultravioletti
per evitare l’alterazione del gusto, prodotto dalla
clorazione. Non mancherà l’elettricità,
anche se non ci sarà nessun collegamento con la
rete ENEL. La corrente elettrica sarà fornita da
un impianto fotovoltaico integrato nella falda del tetto
rivolta sud, con l’inclinazione e l’orientamento
per raccogliere la luce del Sole e trasformarla direttamente
in energia elettrica. E se i dati dell’anemometro,
già in funzione nei pressi del futuro rifugio,
daranno i risultati sperati, un piccolo impianto eolico
si affiancherà ai tetti fotovoltaici, per trasformare
in energia elettrica anche il vento. |
Che certamente soffierà più
impetuoso nei giorni invernali con poco Sole. Anche la gestione
degli scarti (rifiuti) avverrà rifacendosi all’antica
saggezza contadina che aveva imparato a non buttare nulla. Tutti
gli scarti biodegradabili prodotti dal rifugio e dalla sua manutenzione
(avanzi di cibo, tovaglioli di carta, sfalsi d’erba, ramaglie)
saranno compostati, insieme alla cenere di legna, e restituite,
come fertilizzante, ad un orto coltivato con tecniche biologiche
che sarà realizzato vicino al rifugio e che, d’estate,
fornirà alle ospiti insalate ed ortaggi freschi. E l’impianto
di compostaggio non sarà molto diverso dalla vecchia
concimaia, anche se in questo caso, grazie alle moderne conoscenze
della biochimica, sarà garantita l’assenza di odori
sgradevoli e liquami.
Il progetto del rifugio è stato attento anche al comfort
dei suoi abitanti. La climatizzazione sarà garantita,
sia d’estate che d’inverno, da una adeguato isolamento
termico di tetti e pareti, dalla ventilazione naturale dei locali
e i materiali usati, i mobili e le suppellettili, saranno scelti
per garantirà una elevata qualità dell’aria
anche all’interno dei locali del rifugio.
Ma saremo proprio sicuri che il nuovo rifugio dell’Antola
peserà poco sull’ambiente del Parco? Proprio in
questi giorni l’Ente Parco sta valutando l’opportunità
di affidare all’Università e a qualificati istituti
di ricerca il monitoraggio della qualità ambientale all’interno
del rifugio e nel territorio intorno ad esso. E anche in questo
caso potrebbero essere usate tecniche di monitoraggio innovative
che utilizzano foglie di alberi, muschi, licheni come sistemi
di campionamento e misura della qualità dell’aria.
E ovviamente tutti i dati disponibili ed i “trucchi”
utilizzati per rendere lieve il peso ecologico del rifugio,
saranno messi a disposizione degli ospiti e dei visitatori del
Parco. Questo servirà per aiutarli a convincersi che
è possibile vivere bene, in armonia con la Natura, grazie
al risparmio energetico, all’uso di fonti energetiche
rinnovabili, alla raccolta differenziata e al riciclaggio dei
cosiddetti rifiuti, in altre parole, grazie all’intelligenza
e all’ingegno dell’Uomo.
(Articolo tratto dal numero Gennaio 2005 de "Le voci dell'Antola")
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