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Il nuovo rifugio del Parco dell'Antola
Un nuovo rifugio per il Parco dell'Antola a partire dal 2006. E' quanto annunciato con orgoglio dai vertici dell'Ente gestore che, dopo una lunga serie di trattative, ha deciso a malincuore di abbandonare la strada del recupero del "vecchio" rifugio Bensa. A spingere l'Ente Parco a questa dolorosa scelta l'impossibilita di trovare un accordo con la Proprietà dell'edificio per ottenere quantomeno un "contratto a lungo termine" che giustificasse l'importante investimento in termini di pubblica fruibilità.
Così, grazie alla lungimiranza di alcuni proprietari di terreni nella zona e alla disponibilità della Parrocchia di Propata, il Parco dell'Antola ha portato a termine un'operazione che da molti era considerata "impossibile".
Come sarà il nuovo rifugio dell'Antola
Un vasto appezzamento d terreno è ora nella disponibilità dell'Ente - anche grazie alla collaborazione della frazione di Bavastrelli - e su di esso verrà realizzato il nuovo rifugio con le strutture necessarie. Un terreno che - fatto nuovo ed importante - non si trova direttamente sulla vetta dell'Antola ma nelle sue immediate vicinanze in ossequio alle nuove tendenze circa il rispetto delle zone di crinale e del significato delle stesse. La proprietà di questo nuovo edificio resterà perennemente pubblica, giustificando cosi gli ingenti investimenti indispensabili alla costruzione dell'intera struttura. Comprensibile dunque l'entusiasmo e l'orgoglio di chi per questo risultato ha lavorato duramente senza farsi scoraggiare dalle avversità e dalle molteplici complicazioni. Un esempio tangibile dell'efficienza di un Organo Dirigente che deve saper coniugare le innegabili difficoltà causate dall'esiguo apporto finanziario ad una forte razionalizzazione e capacità imprenditoriale ed amministrativa. Un altro segnale di cui sono giustamente orgogliosi i vertici dell'Ente Parco è l'estremo rispetto e tutela dell'ambente. La compatibilità della nuova struttura è stata verificata preliminarmente in base alle rigide norme del vincolo paesaggistico.
Rifugio e ricettività turistica saranno coniugati a moderne tecnologie al servizio della Natura. L'aspetto 'selvaggio' dell'ambiente circostante non verrà mutato, mentre al loro interno le strutture saranno fornite di ogni comfort e moderna tecnologia "A questo proposito - spiegano al Parco dell'Antola -operiamo in costante rapporto di collaborazione con la Sezione Ligure del Club Alpino Italiano che, grazie all'esperienza maturata in altre strutture nelle Alpi Marittime, potrà fornire preziose indicazioni sia nella fase progettuale che costruttiva e, successivamente, nella nuova gestione del Rifugio.
A tale scopo, infatti, è prevista una convenzione che regolerà i vari rapporti tra il CAI e l'Ente Parco, " I tempi per la realizzazione della nuova struttura - proseguono ai Parco - sono già stati elaborati. Entro il febbraio 2005 sarà ultimata la fase progettuale e di richiesta delle necessario autorizzazioni. Dovremo identificare la procedura d'appalto e di costruzione ed il cantiere dovrebbe vedere la "luce" già dal 2005. Ci auguriamo di poter vedere l'opera ultimata, ed i primi escursionisti, per il 2006'
All'Ente Parco Antola hanno già deciso anche il nuovo nome da dare al rifugio. Una consultazione è stata comunque necessaria nell'ottica di coinvolgere quanti più soggetti possibile. Il nome scelto è "Rifugio Parco Antola" e la struttura sarà "idealmente" dedicata a tutti coloro che sul monte hanno vissuto e la votalo nel corso di secoli e che ci hanno lasciato preziosi segni della loro fatica e del loro sacrificio di contadini lungo le mulattiere, nei boschi, sulle fasce, negli edifici e nelle numerose cappelle votive.
A loro comunque va tutta la nostra riconoscenza ed il nostro rispetto". Dal punto di vista della ricettività turistica all'Ente Parco Antola hanno le idee motto chiare. A salire sul monte saranno escursionisti e famiglie e persino scolaresche in gita.
Ad ognuno di loro sarà offerto un servizio adeguato e personalizzato in modo tale da preservare l'ambiente 'spartano" gradito ad alcuni e garantendo a chi le preferisce, le comodità più vicine alla moderna concezione dell'accoglienza turistica L'accesso al Rifugio, precisano al Parco, sarà esclusivamente pedonale, ma la mulattiera, opportunanamerte ristrutturata, sarà disponibile, oltre che ai mezzi agricoli, solo ad un mezzo fuori strada di servizio al Rifugio.
Fra tanto entusiasmo, però, resta da ammettere un certo sentimento di rammarico per la vicenda legata al vecchio "Bensa". La vetta dellAntola è e deve restare uno dei più ammirati ed amati luoghi di escursione per migliaia di turisti che giungono nella nostra regione.
(Articolo tratto dal numero Gennaio 2005 de "Le voci dell'Antola")