L'Ente Parco Regionale
dell'Antola ha intrapreso il cammino per la costruzione di un nuovo
rifugio sul monte Antola.
Dopo aver attentamente valutato tutte le possibilità, anche
d'intesa con la Regione Liguria, la Provincia di Genova ed il Comune
di Propata, è stata fatta la scelta, dolorosa ma unanime,
di rinunciare alla locazione in atto presso il vecchio Rifugio Bensa
in quanto gli elevati costi di locazione e di ristrutturazione dell'edificio
non sarebbero stati giustificati da una disponibilità pubblica
del bene (che, lo ricordiamo, appartiene a privati che hanno escluso
fermamente la possibilità di vendita anche parziale) di soli
25 anni. Pertanto, dopo una accurata valutazione delle disponibilità
di terreni, anche ai fini di una collocazione del rifugio defilata
rispetto all'area della vetta, che non si vuole in alcun modo deturpata
da nuove costruzioni, il Parco sta procedendo alla acquisizione
di un vasto appezzamento di terreno in cui realizzare il nuovo rifugio
e tutte le strutture ricettive che ad esso dovranno essere collegate.
L'utilizzo, a tale scopo, di terreni di proprietà dell'Ente
Parco, ottenuti grazie alla concreta disponibilità dell'intera
frazione di Bavastrelli (ed alla Parrocchia di Propata), i cui abitanti
hanno ceduto i loro appezzamenti prossimi alla vetta dell'Antola,
consentirà di realizzare un rifugio la cui proprietà
rimarrà perennemente pubblica, giustificando così
anche i rilevanti investimenti necessari per la sua costruzione,
nonché di utilizzare la vasta area circostante per altri
servizi legati al turismo escursionistico ed equestre ed alla fruizione
della natura.
L'edificio nascerà in base ad un progetto in cui dovranno
coesistere il massimo rispetto per l'ambiente, sia in termini di
impatto paesaggistico che di contenuti tecnologici (coibentazione,
risparmio energetico, fonti rinnovabili), con una piena funzionalità
operativa per quanto riguarda l'ospitalità.
A questo proposito il Parco dell'Antola opera in un costante rapporto
di collaborazione con la Sezione Ligure del Club Alpino Italiano,
i cui tecnici, grazie all'esperienza maturata in altre strutture
nelle Alpi Liguri e Marittime, forniranno preziose indicazioni sia
nella fase progettuale che costruttiva e successivamente nella gestione,
attraverso una specifica convenzione con l'Ente Parco. I tempi di
realizzazione della nuova struttura saranno così scanditi:
buona parte del 2004 sarà necessariamente destinata all'elaborazione
progettuale, alle procedure autorizzative e all'affidamento dell'appalto
di costruzione dell'opera, con l'intenzione di aprire il cantiere
entro l'inizio del 2005 e la concreta speranza che già nel
2006 i primi escursionisti possano usufruire della struttura.
Il nome sarà quello di "Rifugio Parco Antola",
e la struttura sarà idealmente dedicata a tutti coloro che
sul monte e nelle valli che lo attorniano hanno vissuto e lavorato
nel corso dei secoli e che ci hanno lasciato lungo le mulattiere,
nei boschi, sulle fasce, negli edifici e nelle cappelle votive,
i segni della loro fatica e del loro sacrificio di contadini ed
ai quali va tutta la nostra riconoscenza ed il nostro rispetto.
Il Rifugio potrà ospitare sia singoli escursionisti di passaggio
che comitive, famiglie, scolaresche ed associazioni, motivate alla
visita del Parco e delle sue bellezze, nell'ambito dei progetti
di sviluppo che il Centro di Educazione Ambientale del Parco, sorto
recentemente grazie anche ad uno specifico finanziamento della Regione
Liguria, sta elaborando.
L'accesso al Rifugio sarà esclusivamente pedonale, lungo
le tradizionali mulattiere che risalgono le pendici dell'Antola
dalla Valle Scrivia e dalla Val Trebbia, e un accesso veicolare
sarà garantito (da Bavastrelli) esclusivamente ad un mezzo
fuoristrada necessario alla gestione, mentre si sta studiando la
possibilità di realizzare una teleferica di servizio.
Nel clima di grande soddisfazione per aver sbloccato positivamente
una vicenda attorno alla quale l'aspettativa, tanto da parte del
mondo escursionistico e associativo, quanto da parte dei residenti
nelle valli dell'Antola era ed è fortissima, resta agli Amministratori
del Parco il rammarico per aver dovuto rinunciare alla ristrutturazione
del rifugio Bensa ed al recupero, almeno sotto il profilo del risanamento
ambientale, dei ruderi del Rifugio Musante, a causa della non disponibilità
pubblica di questi beni.
Resta tuttavia la volontà da parte dell'Ente Parco, ad impegnarsi
comunque, nell'ambito delle proprie competenze e d'intesa con gli
altri Enti pubblici locali, per incentivare ogni tentativo affinchè
l'intera area prossima alla vetta, pur nel rispetto delle varie
situazioni proprietarie, non debba costituire motivo di degrado
ambientale o di pericolo per gli escursionisti ma torni ad essere,
con i suoi prati fioriti, una delle più belle attrattive
dell'Appennino ligure.
Il Presidente Dr. Roberto Costa
(Questo articolo è stato tratto dal N° 15 del 22/04/04
del settimanale "La Trebbia") |