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Creato il marchio, on line i prodotti tipici da vendere
Prodotti tradizionali dell'entroterra, il parco dell'Antola mette il marchio sulle confezioni, inaugurando una campagna di valorizzazione del settore che entro breve tempo approderà alla vendita on-line delle produzioni di nicchia sfornate tra le valli Scrivia e Trebbia. Specialità come i "canestrelletti" di Torriglia, la patata quarantina e le rose da sciroppo della valle Scrivia stanno per conoscere una seconda giovinezza con la diffusione informatica attraverso il sito internet del parco.
L'iniziativa è rivolta a valorizzare esclusivamente generi agro alimentari compresi nell'atlante regionale dei prodotti tradizionali, oltre ad alcune produzioni immediatamente riconducibili all'area parco. «Si tratta di beni di nicchia - dice il presidente del parco Antola, Roberto Costa - che proprio nel binomio prodotto-luogo, traggono la loro forza. Il parco concede alle aziende l'uso del proprio logo e la dicitura 'prodotto del parco' che potrà essere autorizzato per l'inserimento in confezioni, etichette, sigilli». Si prevede inoltre di pubblicizzare i prodotti locali nel sito internet del parco, con l'immissione di uno spazio dedicato che potrebbe trasformarsi in futuro in un vero e proprio mercatino virtuale. «Per adesso - spiega il direttore del parco Antonio Federici - stiamo creando un link che evidenzi le diverse aziende, la loro attività e la collocazione sul territorio. Sulla falsariga delle pagine ospitali per le strutture ricettive che hanno avuto successo. In una seconda fase intendiamo offrire anche la possibilità di acquisti via internet».
Per aderire basta compilare una scheda (reperibile presso le sedi del parco di Busalla e Torriglia) che contiene una decalogo di adempimenti. In pratica un semplice documento di auto certificazione che contempla comunque la sospensione dell'autorizzazione ad utilizzare il logo Parco Antola, su richiesta motivata dell'ente, in caso vengano disattesi gli impegni assunti. «Ovviamente non offriamo una certificazione di qualità - conclude il presidente Costa - perché esistono altri organi preposti a farlo. Ma comunque la presenza del simbolo del parco attesta che si tratta di merce che ha una specifica provenienza dal territorio ed è frutto di una cultura dell'ambiente e dei luoghi». Favorevoli le reazioni da parte degli operatori del settore. «Aspettavamo - dice Maria Giulia Scolaro, esponente dell'associazione Le Rose della Valle Scrivia - una iniziativa di questo genere. Sicuramente il prodotto tradizionale abbinato al simbolo del parco rispecchia un legame importante tra chi opera a diversi livelli sul territorio a favore dell'ambiente e della persistenza delle culture locali. Sul piano della commercializzazione è un incentivo all'acquisto. Ma per noi operatori è anche una bella soddisfazione dopo anni di impegno, perché se il parco mette il simbolo e la firma sui nostri prodotti significa anche che abbiamo dimostrato di lavorare bene».

Lodovico Prati

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 18/12/07)