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Antola, nuovo look. Installati nel parco 50 maxi-cartelli
Le prime nevicate hanno imbiancato, in anticipo sulla stagione, le vette del Parco dell'Antola, e il clima rigido (domenica scorsa la temperatura minima registrata dalla nuova stazione meteo dell'Antola è stata di meno sette, con raffiche di vento che hanno superato gli 80 chilometri all'ora) hanno definitivamente allontanato dai boschi della Val Trebbia e della Valle Scrivia anche gli ultimi cercatori di funghi. E intanto, tornati a casa i turisti, l'Ente Parco si dà da fare per dotarsi di nuovi presidi in grado di migliorare l'immagine del proprio territorio in vista del 2005 e ha ultimato in questi giorni la consegna ai Comuni del parco dei nuovissimi cartelli da porre ai confini, per segnalare l'ingresso nel parco regionale.
I cartelli, di grosse dimensioni con scritte bianche su sfondo marrone, come prescrivono le norme stradali, recano in caratteri cubitali il nome del comune con la dicitura "Comune del Parco dell'Antola" e riproducono anche lo stemma del paese e quello del parco. Ne sono stati realizzati cinquanta, allo scopo di dotarne tutti gli accessi stradali, anche secondari, di tutti e dodici i comuni del territorio dell'Antola, che hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa e hanno già cominciato a collocarli: a Busalla il cartello è nei pressi del casello autostradale (all'uscita del quale, invece, la Società Autostradale ha più volte rifiutato di segnalare l'area naturalistica); a Gorreto è alla Casa del Romano al confine con la provincia di Alessandria; a Crocefieschi è in prossimità delle Rocche del Reopasso, a Valbrevenna sulla strada di crinale in vista del monte Buio; e a Montebruno è a Barbagelata, lungo la provinciale della Val d'Aveto. Inoltre, sempre per incrementare la visibilità turistica delle bellezze naturali, storiche e architettoniche del territorio, il parco Antola sta realizzando un cospicuo numero di cartelli segnaletici per guidare il turista alla visita dell'Acquario Fluviale, l'Ecomuseo della Valbrevenna, il sentiero del Brugneto, il santuario di Montebruno e molti altri siti in Val Trebbia e Valle Scrivia nei quali si spera di incrementare le presenze di visitatori.

Mara Queirolo

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 18/11/04))