Le più gravi incomprensioni tra cacciatori
e i Parchi nascono da una scarsa conoscenza reciproca unita ad
una diffidenza che rende spesso difficile l'avvio di un dialogo.
Naturalmente qui non ci si riferisce ai gruppi estremisti del
mondo ambientalista, che affermano che comunque la caccia va abolita,
o del mondo venatario, che ritengono lecita la caccia in ogni
tempo e in ogni luogo, entrambe rappresentano solo una limitata
minoranza che non deve condizionare la possibilità di trovare
soluzioni accettabili da chi il buon senso lo ha e lo usa.
Nella campagna archeologica condotta in Val Trebbia la scorsa
estate (con la partecipazione del Parco) si sono trovate tracce
di attività venatoria risalente a 40.000 anni fa; questo
la dice lunga sul radicamento di questa "tradizione "
nelle nostre vallate. Si, ma nel Parco non si caccia !!!! !
E' vero, nella zona classificata Parco naturale la caccia non
è praticabile per divieto di una legge dello Stato (la
394 del 1991), ma è anche vero che comunque (è la
legge nazionale sulla caccia che lo dice) su una parte del territorio
compresa tra il 20 ed il 30% deve essere vietata la caccia, per
ovvie ragioni di tutela delle specie cacciabili (anche a favore
dei cacciatori). Gli attuali confini del Parco, individuati dalla
Regione nel 1989, dovevano essere ridefiniti dall'Ente Parco entro
marzo 2001 , la sentenza della Corte Costituzionale del gennaio
2000 ha però preso tutti alla sprovvista : Parchi, cacciatori.
Regione, Provincia si sono trovati a dover fronteggiare una situazione
di un Parco con dei parametri non condivisi. Nonostante vari tentativi
della Regione di modificare la legge sui Parchi o almeno di prorogare
la sospensione del divieto, oggi ci troviamo nella situazione
che non è praticabile la caccia nell'area del Parco.
Nel passato qualcuno ha ritenuto che la missione del Parco fosse
quella di proibire la caccia e le altre attività umane.
Un parco così nascerebbe morto e contribuirebbe solo alla
morte del territorio.
Attraverso un aperto confronto e un sincero dialogo cacciatori
e Parco possono, nella comprensione delle rispettive ragioni,
trovare modi di convivenza e di collaborazione. All'interno del
Parco un apposito Piano prevede il controllo del cinghiale, avvalendosi
dell'aiuto dei cacciatori appartenenti alle squadre locali.
(Questo articolo è stato tratto dalla "Lettera ai
residenti nei comuni del Parco" edita dall'Ente parco dell'Antola
nel marzo 2001)