E' un vero paradiso
per chi ama la tranquillità della campagna e le passeggiate
nei boschi, ma forse non tutti sanno che la Val Trebbia è
anche la palestra ideale per tutti coloro che si dilettano in sport
tutt'altro che quieti, e che presuppongono sangue freddo, spirito
di sacrificio e un pizzico di passione per il brivido. Si spazia
dall'arrampicata su roccia al canyoning, dal trekking più
duro alle salite feroci in mountain bike, fino ad arrivare all'ebbrezza
del volo libero in parapendio. Poi, certo, c'è anche abbondante
spazio per chi ama la pesca nei torrenti, ma questo è tutto
un altro discorso...
Parliamo subito del canyoning, per i non esterofili torrentismo,
che spericolati sportivi amano praticare gettandosi giù da
torrenti e rivi scoscesi, con l'aiuto di bastoni e corde, in una
appassionante discesa da brividi. In Val Trebbia ci sono diversi
torrenti, nascosti da una fittissima vegetazione, di faggi e castagni
che scorrono tra rocce di arenaria, lasciando filtrare una splendida
luce, ideale per poter ammirare la bellezza della natura circostante.
Sono sei i torrenti "navigabili" che propongono anche
discese in kayak, ma che sono perfetti per il canyoning, e presentano
difficoltà graduali: dal più facile, due ore con una
sola calata e il resto del percorso fatto di scivoli, toboga e tuffi,
al più complesso, che dura 5/6 ore ed è caratterizzato
da tunnel, scivoli e cascatelle. Passaggi spettacolari nel Rio Grande,
con un salto di 18 metri, e nel torrente Orezzoli, che propone uno
scivolo ad "S" di 30 metri.
C'è spazio anche per gli emuli di Icaro, che si lanciano
con parapendio e deltaplano. Per gli uomini volanti in parapendio
c'è il pianoro di Zeppado, a due passi da Montebruno, una
piana splendida. Per gli appassionati di deltaplanismo, il Delta
Club Piacenza raccomanda in particolare il Monte Penice verso Bobbio,
con atterraggio in località Fornace.
Per le palestre di roccia, è necessario allontanarsi appena
fuori Liguria, ma restando pur sempre in Val Trebbia, a Ponte Barberino.
Siamo sempre sulla statale 45, sulla strada che da Piacenza va verso
Bobbio, e che si arrampica su roccia nera levigata dall'acqua, con
itinerari di arrampicata in forte strapiombo. Una esposizione al
sole particolarmente favorevole permette l'arrampicata in ogni periodo
dell'anno.
Lo sport più popolare, comunque, forse perché è
anche il meno pericoloso, resta il trekking, che in tutta la vallata
si può praticare su sentieri e sentierini meravigliosi, in
mezzo a un panorama mozzafiato, sia per gli espertissimi che per
i neofiti. Solo qualche suggerimento, in mezzo a centinaia di percorsi
sul territorio: tra i più facili, la traccia che porta a
Bosco, una frazione di Fontanarossa quasi completamente disabitata,
30 minuti di cammino; tra i più complessi la salita a Monte
Alfeo, 15 chilometri piuttosto impegnativi da percorrere in circa
5 ore.
Largo spazio anche alla mountain bike, con percorsi di vario genere.
I più gettonati sono quello che porta la due ruote da Montebruno
a Barbagelata, quello tra Torriglia e il monte Lavagnola e la bellissima
salita al monte Antola da Capanne di Carrega. Via la pigrizia, dunque,
e in Val Trebbia si potrà tornare in forma.
Mara Queirolo
(Questo articolo è stato tratto dal "Secolo XIX del
02/07/03)
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