Quelle che seguono sono
le avvertenze che "Orofilo" dava
a chi volesse visitare i nostri Appennini. |
AVVERTENZE E TABELLA
relative a' prezzi di viaggio e sussistenza nell'Apennino
tra la Scrivia e il Taro |
Si raccomanda vivamente a coloro che viaggeranno
per questa regione, che, nel trattare cogli abitanti circa i prezzi
de' generi da consumare o de' lavori da eseguire, non si lascino
trasportare o dal timore di sembrare soverchiamente ristretti,
o dalla vanità di passare per ricchi o generosi, o da una
falsa carità verso persone che tutte sono possidenti, ma
di attenersi rigidamente ai prezzi che, valendomi di una esperienza
quasi quinquennale, qua sotto registro; perchè altrimenti
facendo, non solo opererebbero contro il proprio vantaggio, ma,
favorendo l'uso di nuovi ed eccessivi prezzi, danneggerebbero
tutta la classe dè cittadini, che frequenta questi monti,
appunto in vista del loro stato, in quanto concerne il costo della
vita, ancora vergine e primitivo; e farebbero il danno dei paesi
stessi coll'allontanare il gran numero dei passeggieri non disposti
a sottostare a spese maggiori.
Ed abbiamo bene a mente che i nostri monti, per la loro naturale
inferiorità e per la loro posizione geografica, non riusciranno
mai a trarre a sè d'ogni paese numerose colonie di agiati
forestieri, come le Alpi svizzere e savojarde hanno fatto, ed
il lasciare che s'infiltri in essi la vita e il costo degli alberghi,
foss'anco dè più modesti, sarebbe un volervi uccidere
nel suo nascere l'alpinismo.
Giova quindi ricordare che nelle locande di questi monti non ci
si deve comportare come nelle locande degli altri paesi ove spese
di pigione, servizi e tasse fan salire i prezzi: qui nulla di
tutto ciò, qui le locande non sono altro che botteghe aventi
per iscopo di spacciare generi agli abitanti stessi del paese,
o di alloggiare quelli dei paesi circonvicini, quando muovono
a causa di feste, di fiere o lavoro: nè vi ha spese di
pigione, essendo ognuno proprietario della casa che occupa, nè
di servizio, bastando all'uopo la famiglia del padrone, la quale
anzi cura la bottega e l'osteria come un di più, già
ricavando a sufficienza il sostentamento dalle proprie terre e
dà propri lavori campestri; e le tasse infine sono insignificanti.
Quindi, a impedire che nasca l'abuso di ricevere dal cittadino
prezzi più elevati che non si ricevano dal terrazzano,
sarà bene, prima di consumare una derrata o accettare l'alloggio,
od ordinare un lavoro, pattuirne il prezzo, tenendosi con una
rigida fermezza entro i limiti dè prezzi che si trovano
indicati nella tabella qui sotto e ricordare ognora che tanto
nelle osterie come nelle case alpigiane i generi alimentari si
devono contrattare a peso o a numero, a seconda della tabella,
come si usa nelle nostre botteghe e non mai a porzione, come si
usa nelle nostre locande, solo avendo l'avvertenza di aggiungere
al prezzo dè cibi e condimenti che si prendono, cent. 10
pel disturbo del fuoco (non pel costo della legna, che lassù
hanno nessun valore) se non si è in più di 2 persone,
e di cent. 20 se si è in tre o più.
Non si tolleri nessun tentativo che facessero gli osti di riservare,
con sicuro danno del viaggiatore, la presentazione del conto a
pasto già cominciato o finito, e di stabilire i prezzi
a porzione anzichè a peso, numero o misura; e così
si riuscirà a viaggiare senza spendere maggiormente che
in casa propria, anzi spendendo meno.
Un'ultima avvertenza sarà d'uopo aver presente ed è
di sorvegliare o meglio eseguire da sè l'allestimento dei
cibi; in prima per non essere esposti al pericolo di mangiare
intrugli nocivi, e poi a fine di non essere ingannati nella quantità
dè generi che si acquistano e che si fanno cucinare.
Verso il Monte Antola - Linea Genova-Torriglia (uso): Fino
a Cavassolo K.12, coi carozzoni locali L. 0,50; fino a Bargagli
k.19, coi carozzoni locali cent. 80 (avvertendo prima di tali due
prezzi il vetturale); coi carozzoni di Torriglia fino a Bargagli
k.19 L. 1,00, Scoffera K.26 L. 1,50, Torriglia K.35 L. 2,00
Linea di Montoggio: Fino ai Piani di Creto K.17 L. 1,00,
Montoggio K.25 L. 1,50.
Valle Scrivia - Linea Busalla-Casella: K.8 L. 0,50.
Valle Borbera - Linea Serravalle-Rocchetta: K.22 L. 1,50
Val Curone - Tramwai Tortona-Volpedo: K.22 L. 1,50.
Omnibus Volpedo-San sebastiano: K.14 L. 1,00.
Valle Staffora - Linea Voghera-Varzi: K.29 L. 1,50
Linea del Monte Penice: da Varzi a Bobbio K.27 L. 1,50.
Val di Trebbia - Linea Torriglia-Ottone: fino a Montebruno
K.13 L. 0,50, Isola di Rovegno K.21 L. 1,00, dall'Isola a Ottone
K.11 L. 0,50, tutta la corsa K. 32 L. 2,00 (!!!).
Linea Ottone-Bobbio: K.29 L. 1,50
Linea Bobbio-Piacenza: K.45 L. 2,25.
val di Taro - Linea Borgotaro-Bedonia: K.13 L. 0,60.
Verso il Monte Ramaceto - Linea Chiavari-Cicagna: K.18 L.
1,00
Verso il Monte Penna - Linea Chiavari-Borzonasca: K.15 L.
0,60.
Merci da trasportare sui carri: L. 0,03 a 0,04 per quintale
e per chilometro.
Vetture a 1 cavallo: L. 0,25 il chilometro
Vetture a 2 cavalli: cent. 40 il km.
Il ritorno si paga solo se se ne approfitta, e in tale caso si paga
a una metā di prezzo.
Merci da trasportare: cent. 12 a 18 per quintale e per chilometro,
ovvero cent 50 a 70 per quintale e per ora.
Muli a nolo - Senza il mulattiere: cent. 10 il chilometro,
ovvero cent. 40 l'ora
Col mulattiere: cent. 20 il chilometro, ovvero cent. 80 l'ora.
Al ritorno si applica la stessa regola delle vetture.
I prezzi indicati soffrono qualche aumento pei percorsi minori di
4 o 5 chilometri.
| Guide, portatori e commissioni |
Cent. 25 a 30 per ora o L. 2,00 a 3,00 per giorno, pagando anche
il tempo del ritorno. Il giorno si calcola di 8 a 10 ore di cammino,
l'ora al passo comune degli alpinisti. Il vitto è a carico
della persona assunta al servizio.
Nelle case rustiche: da L. 5 a 10 per ambiente e per anno
indivisibile.
Nelle case civili: i prezzi sono variabilissimi.
Si intende sempre compresa la relativa suppellettile; biancheria
in ogni caso esclusa; nelle case rustiche , escluse ancora le materasse
e le coperte.
Letti: letto fornito di tutto per una notte cent. 25 a 50
nè villaggi, cent. 40 a 60 nei borghi.
Vino: cent. 60 a 80 il litro, lire 1,00 in bottiglia.
Latte: cent. 10 a 12 il litro, raramente 15, in Valle d'Aveto
20.
Pane: centesimi 35 a 45 il kg. nč borghi; nč villaggi soffre
un aumento dal 20 al 40 p.100
Pasta e riso: cent. 40 a 55 il kg.
Formaggi locali: da L. 1,00 a 1,60 il kg.
Burro: fa cent. 13 a 22 l'ettog.; il prezzo minimo č a luglio,
cresce fino al massimo in dicembre.
Manzo senz'osso: da L. 1,50 a 1,80 il kg.
Vitella senz'osso: fino al confine del circondario di Genova
L. 2,80 a 3,00 il kg.; oltre quel confine da L. 2,00 a 2,20 il kg.
Agnello e capretto: da L. 1,00 a 1,50 il kg.
Pecora e capra: da L. 0,60 a L. 1,00.
Galline: dentro il confine del circondario di Genova da L.
1,20 a 1,60; fuori del confine da L. 0,90 a 1,40.
Polli: dentro il detto confine da L. 0,80 a 1,20, fuori da
L. 0,60 a 1,00.
Uova: dentro il confine cent. 4 in maggio e giugno, 5 in
aprile e luglio, 6 in febbraio, marzo e agosto, 7 a 8 in gennaio,
settembre e ottobre, 8 a 10 in novembre e dicembre; fuori quel confine
sempre 1 cent. in meno.
Gli altri generi alimentari e di consumo non menzionati se vendono
a prezzi, che non possono in niun caso superare quelli delle botteghe
di città, non potendo mai la spesa di trasporto uguagliare
quella di dazio civico d'entrata, dal quale vanno esenti quei paesi.
Si fa eccezione per le frutta fresche e verdure di importazione
lontana, le quali soffrono un qualche aumento, mentre la verdura
e frutta di produzione locale valgono la metà che in città.
Dalla 1/2 ai 2/3 del costo che hanno in città.