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Famiglia:
Betulacee
Habitat: Presente in tutta la penisola e le isole,
dal piano fino a 1800 m di altitudine.
Fusto: Altezza 10 (20) m, spesso arbustivo. Chioma
ovata, piramidale, rada. Tronco eretto, spesso diviso fin
dalla base. Corteccia da bruno-scura fino a nera, a solchi
sinuosi. Fogliame deciduo
Foglie: Semplici, obovate, di 4-10 cm, con apice
ottuso; margine doppiamente ed irregolarmente dentato; inserzione
alterna.
Fiori: Infiorescenze unisessuali; quelle maschili
in amenti cilindrici di 5-10 cm, riuniti a 3 o 5, terminali,
bruno scuri (in fioritura bruno-gialli); infiorescenze femminili
ovali, di 5-6 mm, peduncolate, a gruppi di 3-5; fioritura
a febbraio-aprile
Frutti: Dall’infiorescenza femminile derivano
strobili (pigne) ovali bruno scuri, di 1-1,5 cm, a squame
legnose, che contengono semi (acheni) con strette ali
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| Corteccia |
Foglie |
Fiori |
Frutti |
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| Fotografie di Pietro
Gusso gentilmente offerte dal sito http://digilander.libero.it/alberiitaliani |
Il nome del genere deriva forse dal celtico,
significando “presso le rive”. Vive spontaneo in quasi
tutta l’Europa, escluse le estreme regioni settentrionali,
dalla pianura fino a 1200 m di altitudine.
E’ fra i costituenti della vegetazione delle rive, su terreni
argillosi o sabbiosi e poveri, che riesce a colonizzare, arricchendoli.
Vegeta anche in ambienti periodicamente inondati o paludosi, formando
boschetti puri o misti con pioppi, salici ed altre piante che
amano l’acqua.
Si comporta come specie miglioratrice del terreno, per la frequente
presenza, sulle radici, di batteri fissatori dell’azoto
atmosferico (che arricchiscono il suolo di prodotti azotati utili
alla vegetazione).
Come tutti gli ontani è poco longevo ed è sfruttato
per farne pali o come combustibile. Il legno esposto all’aria
è poco durevole; a contatto con l’acqua, invece,
diventa durissimo e per questo si presta a realizzare “palafitte”
ed opere soggette a sommersione. E’ utilizzato in falegnameria
per lavori d’intaglio ed oggetti d’uso quotidiano.
La corteccia, ricca di tannini e sostanze amare può essere
utilizzata, in decotto, per attenuare la febbre (uso interno)
o per infiammazioni di pelle e mucose (uso esterno)
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