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Maggiociondolo o avorniello (Laburnum anagyroides)
Maggiociondolo o avorniello (Laburnum anagyroides)
Famiglia: Leguminosae

Habitat: Fascia submediterranea e montana, ai margini o nelle radure di latifoglie (specialmente boschi di faggio).

Fusto: Arbusto o piccolo albero deciduo. Corteccia liscia, di colore bruno-verdastro, è caratteristica. Rami verde-grigiastri, peloso- sericei.

Foglie: Trifogliate, con foglioline ellittiche di color verde smorto, da giovani grigiastre sulla pagina inferiore.

Fiori: Infiorescenze a grappolo , fiori papilionati, gialli , fioritura a maggio - giugno

Frutti: Legumi bruni e velenosi, contengono un alcaloide, la citisina, ad elevato potere venefico.

Corteccia Foglie Fiori Frutti

Il maggiociondolo è una pianta molto interessante sia dal punto di vista ornamentale e paesaggistico che come essenza spontanea.
E' una specie dell'Europa centro-meridionale; in Italia e' maggiormente diffuso al nord ove sale nelle Alpi fino a 2000 m.
Ama posizioni soleggiate e terreni calcarei a reazione sub-alcalina, pur tollerando anche quelli tendenzialmente acidi, sabbiosi, profondi ed umidi. Mediamente eliofilo, predilige climi continentali, relativamente freschi e terreno calcareo.Allo stato naturale entra nella costituzione di boschi di latifoglie consociandosi con castagno, carpino, quercia e faggio. E' molto adatto, per lo sviluppo radicale esteso, al consolidamento di scarpate e rive ghiaiose.
Il maggiociondolo, in tutte le sue parti, è ricco di citisina, un alcaloide estremamente tossico e velenoso. Il legno, apprezzatissimo, è molto scuro e viene impiegato in opere di artigianato.
Molto simile è il Laburnum alpinum conosciuto volgarmente come Maggiociondolo di monte; anch'esso ha notevole diffusione, ma in una fascia vegetativa più alta che va dai 600 ai 1.600 metri di altitudine. Questo è dovuto alle diverse esigenze fisiologiche ed alla maggiore resistenza al freddo. Entra quindi nella costituzione di boschi montani di latifoglie.
Differisce dal L. anagyroides per i rametti, le foglie ed i frutti privi di peluria. Le foglioline sono di minori dimensioni (2 x 4 centimetri), con l'apice appuntito. Il vessillo del fiore ha colore uniforme e, per le diverse condizioni altimetriche, fiorisce più tardi.
Piccolo albero alto fino a 10 m. spesso arbusto con corteccia liscia di colore grigio-verdastra rametti verde scuri. Foglie alterne, composte, spesso a gruppi, lungamente picciolate e trifogliate, ellittiche subsessili a margini interi rotondate o brevemente apicolate all'apice, verdi e glabre di sopra e pelose sotto. Fiori numerosi ermafroditi, riuniti in grappoli (racemi) penduli e lunghi (fino a 25cm) che compaiono a fine primavera dopo le foglie; hanno il calice campanulato breve e corolla papilionacea giallo-oro,ad ampio vessillo smarginato e carena fortemente curvato-rostrata. Il frutto e' un legume (4-8 cm) deiscente, con suture ingrossate contenente numerosi semi, bruni e velenosi, infatti contengono un alcaloide, la citisina, ad elevato potere venefico.
Il maggiociondolo trova impiego come pianta ornamentale nei parchi e nei giardini per l'effetto decorativo della sua fioritura, a questo scopo è molto utilizzato l'ibrido Laburnum, x watereri vossii che si caratterizza per l'abbondante fioritura con grappoli fiorali molto più lunghi e ricadenti, indicato anche per decorare dei pergolati.
E' impiegato per il consolidamento di scarpate e pendici.
Il suo legno e' duro e si conserva lungamente a contatto del suolo per cui e' usato per paleria per piccoli lavori al tornio e come combustibile avendo un potere calorifico elevato.