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Famiglia:
Fagacee
Habitat: Ambiente submontano e montano (Alpi, Appennini).
Fusto: Può raggiungere i 30-40 metri di altezza.
Corteccia liscia di un caratteristico color grigio chiaro,
può rompersi in squame.
Foglie: Alterne, lucide su entrambe le pagine, hanno
margini ondulati. Gialle, successivamen- te arancione o
rosso brune in autunno.
Fiori: Unisessuali, quelli maschili in amenti con
peduncolo di 5 cm e penduli, quelli femminili solitari o
a due chiusi in una capsula spinosa non pungente , fioritura
aprile-maggio.
Frutti: Le "faggiole" sono formate da due
noci racchiuse in una cupola a quattro valve.
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| Corteccia |
Foglie |
Fiori |
Frutti |
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| Fotografie di Pietro
Gusso gentilmente offerte dal sito http://digilander.libero.it/alberiitaliani |
L'areale del faggio si estende dalla Spagna
al Mar Nero, dalla Norvegia alla Sicilia, ed è il piú
importante costituente dei boschi di latifoglie del piano montano.
Manca in Sardegna.
Sull’Appennino e sulle Alpi orientali forma estese foreste,
spingendosi fino a quote rispettivamente di 1800-2000 e di 1200-1400
metri. A valle scende mediamente fino a 500-600 metri.
Nell’area appenninica il faggio domina a determinate quote
e caratterizza un intero piano di vegetazione, mentre sulle Alpi,
per effetto dell’azione antropica esso ha dovuto cedere
terreno alle conifere presenti nel piano immediatamente superiore.
Lo troviamo in formazioni pure o associato ad abeti, pini, tasso,
frassino maggiore, olmo montano, aceri, sorbi, ciliegio selvatico,
carpini, fino a 1400-1800 m di altitudine.
La specie predilige clima temperato.
Il faggio è di temperamento "igrofilo", cioè
gradisce l’umidità atmosferica (ma non quella nel
terreno).
Non è particolarmente esigente per il terreno, purché
sia ben aerato e drenato e non troppo acido; soffre per gelate
tardive e forte vento.
E’ inoltre sciafilo, cioè tollerante dell’ombra
almeno nella fase giovanile.
Essendo una specie socievole, ha una spiccata tendenza a formare
boschi puri. E’ in grado di migliorare il terreno in cui
vegeta creando abbondante humus. Per tale motivo la faggeta è
detta anche “madre del bosco”.
Nonostante il faggio abbia una naturale tendenza a formare boschi
con individui della stessa specie, in alcuni ambienti lo si ritrova
di frequente consociato con varie altre specie, quali l’abete
bianco, gli aceri, i carpini e le querce.
Questo bell'albero è molto diffuso per la grande importanza
forestale, governato a ceduo o fustaia. Capita talvolta di osservarlo
coltivato come ornamentale nei parchi per il bel colore del tronco
e dei fogliame in tutte le stagioni.
Il legno è il principale prodotto del faggio; di color
bianco-rosato, piuttosto duro e compatto, ha impiego in falegnameria,
per lavori al tornio, rivestimenti, compensati, botti, zoccoli,
manici di attrezzi. Si presta a essere curvato a vapore e si adopera
per fabbricare sedie e mobili. E' ottimo combustibile.
I frutti, detti faggiole , vengono utilizzati come mangime per
i suini.
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