Lo spunto è la presentazione di un libro,
un agile volumetto di una sessantina di pagine, intitolato "Fauna
selvatica e attività rurali in Provincia di Genova",
e scritto da Silvio Borrelli. L'occasione - ieri mattina nella
sala stampa della Provincia - è utile anche per fare il
punto delle problematiche, delle soluzioni, dei sistemi preventivi
a proposito della diffusione di cinghiali, lupi, volpi e altre
specie selvagge nel nostro entroterra, ridiventato appetibile
dopo anni di spopolamento faunistico del territorio.
Nel piccolo ma efficace manuale scritto da Borrelli, infatti,
si trovano interessanti informazioni per contadini, cacciatori,
amministrazioni locali e, perché no, turisti. Il manuale,
di facile e rapida consultazione, si apre -dopo una breve introduzione
e due pagine di analisi dei censimenti Istat sulle attività
agro-silvo-pastorali - con una serie di schede in cui si traccia
l'identikit delle specie maggiormente presenti sul territorio,
i luoghi di diffusione, i danni che possono procurare e la prevenzione
che si può operare per attenuarli. Poi si passa, sempre
con il sistema delle schede corredate da foto, ad analizzare uno
per uno i sistemi di prevenzione. Infine, l'importante capitolo
dedicato all'operatività della Provincia e alle indicazioni
generali (succinte, ma ben spiegate) sul risarcimento dei danni.
Veniamo così a sapere, per esempio, che il dolcissimo capriolo
si trova soprattutto nell'entroterra di Ponente, che è
voracissimo di germogli e cortecce e che danneggia con il suo
passaggio prati e pascoli. Che per arginare i danni dei lupi a
caccia di capretti si possono mettere in funzione pastori elettrici
e recinzioni metalliche, ma che sono efficaci anche i cani da
guardia. Che gli scoiattoli prediligono la Val Fontanabuona, dove
distruggono i noccioleti ma si spaventano con gli allarmi acustici,
mentre le cornacchie si rovano un po' dappertutto, sono sterminatrici
di oliveti e vigneti e si combattono con dissuasori visivi. E
che i cinghiali (in assoluto la specie più temuta dagli
agricoltori) si servono nei campi di patate, distruggono fasce,
prati, muretti e reti di raccolta, e si possono contrastare con
robuste recinzioni metalliche, e repellenti chimici.
Molto importante, poi, la parte che suggerisce come ottenere i
risarcimenti. Possono chiederli tutti i proprietari o conduttori
di terreni el territorio della Provincia, devono denunciare i
danni entro 10 giorni e non ripristinare le opere danneggiate
fino alla realizzazione dell'accertamento del danno subito.
Alla presentazione del lavoro di Borrelli (presente l'autore),
introdotto dall'assessore alla Tutela e Valorizzazione dell'Ambiente,
Renata Briano, hanno partecipato i rappresentanti degli agricoltori
(Luigi Pedemonte per Confagricoltura e Mauro Giordani per Coldiretti),
delle Comunità Montane (Giuseppe Sdutto per le Valli Stura
e Orba), dell'associazione provinciale allevatori (Roberto Sombrero),
il presidente del Cia Giulio Malavolti, e il presidente dell'Ambito
2 di caccia Donato Paganini. Il libro si trova in distribuzione
gratis nelle sedi della Provincia a Quarto e a Chiavari, allo
sportello del cittadino di Piazzale Mazzini, nelle sedi delle
Comunità Montane, delle associazioni agricole, degli ambiti
dei territori di caccia, e anche dei Comuni interessati.
Mara Queirolo
Le specie animali che
possono causare danni all'agricoltura |
Capriolo |
Dov'è:
specie presente in nuclei di consistenti dimensioni
nell'entroterra
del ponente genovese, e sporadicamente
anche sul restante territorio provinciale
Danni:
brucatura di germogli, danneggiamento rami e tronchi,
calpestio, consumo del coltivato.
Produzioni danneggiate:
coltivazioni arboree, piccoli frutti, pascoli, prati,
orti familiari
Prevenzione:
pastori elettrici, recinzioni
metalliche, dissuasori acustici, repellenti chimici
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Cinghiale |
Dov'è:
specie presente su tutto il territorio
Danni:
aratura del manto erboso
e delle fasce, calpestio e consumo
del coltivato, rottura di tralci e rami, rottura
delle reti di raccolta, sbancamento del terreno, scalzamento
delle pietre
Produzioni danneggiate:
pascoli, prati, orti,
vigneti, oliveti, muretti a secco, ciglioni.
Prevenzione:
pastori elettrici, recinzioni,
dissuasori acustici, gestione del territorio
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Daino |
Dov'è:
specie presente nei tenitori
del Parco Antola (Lago del Brugneto)
e nell'Alta Valle Scrivia, e sporadicamente anche sul
restante territorio provinciale
Danni:
brucatura di germogli, consumo
del coltivato, scortecciamento dei tronchi
Produzioni danneggiate:
produzioni forestali, pascoli, orti, coltivazioni arboree
Prevenzione:
pastori elettrici, recinzioni, sistemi di protezione
individuale (shelter), dissuasori
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Lupo |
Dov'è:
un numero limitato di esemplari è presenza
stabile nel territorio del parco
dell'Aveto e recentemente se ne segnala il ritorno anche
nel parco dell'Antola
Danni:
predazione di bestiame d'allevamento
Produzioni danneggiate:
allevamenti di bovini, ovini e caprini
Prevenzione:
cani da guardia, pastori elettrici, recinzioni metalliche,
ricovero del bestiame
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Volpe e mustelidi |
Dove sono:
pur prediligendo le aree boschive, la forte adattabilità
della specie ne ha consentito
la distribuzione su tutto il territorio provinciale,
anche a ridosso di aree urbane
Danni:
predazione di pollame, uova e nidiacei
Produzioni danneggiate:
pollai, frutteti, vigneti, seminativi (raro)
Prevenzione:
reti metalliche di protezione
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Roditori e aboricoli |
Dove sono:
ghiri, scoiattoli, moscardini e quercini sono legati
agli habitat forestali: nel territorio provinciale sono
diffusi soprattutto nei noccioleti delle Valili Fontanabuona
e Graveglia
Danni:
consumo del coltivato
Produzioni danneggiate:
noccioleti e frutteti
Prevenzione:
gestione del territorio, rete
di protezione, sistemi acustici
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(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 11/02/06)
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