Sabato 20 maggio 2006 nel Comune di Rovegno,
e piùm precisamente nella frazione di Casanova, è
stata posata la prima pietra del nuovo impianto sportivo comprendente
una piscina e una pista di pattinaggio.
La frazione di Casanova, posta ad una altitudine di circa 1000
metri s.l.m., è meta di villeggiatura e soggiorno di
molte famiglie genovesi ed è dotata di due alberghi e
di numerosi appartamenti in affitto stagionale e gode della
vivace attività del Consorzio Agrituristico e dell’Associazione
La Casanovese, che nel corso dell’estate organizzano numerosi
eventi di intrattenimento per gli ospiti.
La scelta dell’Amministrazione Comunale di dotare Casanova
di questo nuovo impianto sportivo è derivata dalla convinzione
che un potenziamento dell’offerta di servizi legati al
turismo può essere un volano per migliorare e invogliare
una maggiore ricettività turistica.
L’impianto sarà realizzato con il contributo del
credito sportivo del CONI, della Regione Liguria e con finanze
dell’Amministrazione Comunale.
La costruzione, che dovrà avvenire nell’arco di
360 giorni, prevede la realizzazione di una piscina scoperta
delle dimensioni di m. 16 x 8 e profonda m. 1,30, secondo le
attuali normative tecniche del CONI, alle spalle della quale
verrà realizzata una pista di pattinaggio di m 20 x 40,
il tutto completo di spogliatoi, cabine, aree solarium, infermeria
e bar.
La manifestazione si è svolta presso l’area di
cantiere, presso la quale è stata posata la prima pietra
dal Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando che ha
rivolto un caloroso saluto ai partecipanti, lodando l’iniziativa
promossa dal Comune e ringraziando i partecipanti, assicurando
il suo personale impegno per la ricerca di ogni iniziativa che
sia propedeutica allo sviluppo dell’entroterra appenninico.
A felicitarsi dell’iniziativa erano presenti il Presidente
provinciale del CONI, l’Assessore ai LLPP della Provincia
Piero Fossati, autorità civili e militari.
I lavori sono cos’ iniziati e proseguiranno nel rispetto
delle scadenze temporali previste, ora resta da individuare
un soggetto che sia titolato a poter gestire l’impianto
e renderlo cos’ fruibile alla popolazione.
Sandro Vigo
(Articolo tratto dal numero 22 del 15/06/06 del settimanale “La
Trebbia”)