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La Candidin di Pietranera ha festeggiato il secolo di vita
Festa grande in casa di Antonio e Laura e la piccola Giorgia a Genova il 3 dicembre. Una festa grande e tanta gioia nell'intimità della loro casa attorno alla cara Candidin che quel giorno varcava le soglie del secolo. Vicini alla festeggiata anche la Nella con Adriano, tutti insieme felici di questo traguardo. E per la fede di tutti un grazie riconoscente al buon Dio.
Candidin di Pietranera
Cento anni di vita, sempre attorniata dall'affetto dei suoi cari, per molti anni a Pietranera di Rovegno dove era nata, dove aveva lavorato nei suoi campi, nei pascoli, nella stalla.
Le occupazioni e i ritmi della gente povera di allora, della gente della civiltà contadina, nella lotta quotidiana contro la povertà, che allora era di tutti, per vivere o sopravvivere e farsi onore nella rettitudine della quotidianità, nelle fatiche di ogni giorno sui sentieri e le mulattiere faticose di un tempo.
Il matrimonio nell'aprile 1941 con Giovanni, una vita di intensa collaborazione, di lavoro, di convivenza serena. Il marito alla vita nei campi riuscì ad abbinare per molti anni anche il trasporto latte prelevandolo dai vari contadini di Pietranera e Foppiano e poi a dorso di mulo fino a Rovegno, tutti i giorni e in ogni stagione dell'anno.
La vita per la Candidin e il marito Giovanni cambia radicalmente quando entrambi vengono accolti dal figlio Antonio e dalla nuora Laura nella loro casa di Genova. Le loro condizione precarie di salute non permettevano più di rimanere soli nella loro casetta di Pietranera.
Per i "nonnini" le attenzioni più premurose e le sollecitudini più affettuose di Laura. Per cinque anni con tanta bontà e affabilità accudisce e presta assistenza al suocero che viene a mancare nel 1992 a 85 anni.
E da diciotto anni nella casa di via Valgoi Antonio e Laura sempre amorevolmente vicini alla nonna Candidin. Ma intanto era nata Giorgia, una graziosa bimbetta intelligente e amabilissima e tanta affezionata ai nonni di Varni, particolarmente alla nonna di Pietranera.
La festa nell'intimità della loro casa per il centenario di questa nonnina esile e minuta ha evidenziato ancora meglio queste qualità dei famigliari che si sono sempre prodigati, giorno dopo giorno, per alleviare e confortare la vecchiaia di nonna Candidin.
E lei quel giorno si è accorta che attorno c'era festa e, pur nella debolezza del suo fisico, mostrava di gradire l'affetto di tutti i suoi cari.
Sentimenti profondi di gioia quando si riesce a cogliere la preziosità dei sacrifici compiuti e la soddisfazione di essere stati utili per le persone al mondo più care.

Don Guido

(Questo articolo è stato tratto dal N° 2 del 20/01/05 del settimanale "La Trebbia")