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Bus troppo cari in Val Trebbia
Si ribellano, gli studenti della Val Trebbia, contro il caro-trasporti. Anzi, i più coinvolti nella protesta sono i loro genitori, quelli che, in pratica, devono sborsare il salatissimo conguaglio per permettere ai figli di frequentare le scuole superiori a Genova, raggiungibili sono in pullman, con la combinazione delle corriere Ali che collegano la valle con il capoluogo e dei bus Amt che circolano in città.
Ciò che si contesta è quella che viene definita la sperequazione di trattamento tra gli studenti dell'entroterra e quelli che appartengono all'ambito urbano. Questi ultimi, abitanti in una qualunque parte del territorio del Comune di Genova, da Voltri a Nervi, pagano 16 euro al mese di abbonamento Amt più eventuale treno in ambito urbano. Mentre uno studente che abita in una località della Val Trebbia (non servita da treno), si sobbarca tempi di percorrenza decisamente elevati (un'oretta da Torriglia, quasi due, ad esempio, da Rondanina) e spende 30 euro per l'abbonamento Ali. più 32 euro per quello Amt. In tutto, 62 euro, cioè quattro volte la spesa del "collega" residente a Genova.
«Ciò avviene anche quando si frequenta il compimento dell'obbligo scolastico in prima superiore — afferma Marco Carraro, di Torriglia, padre di due ragazzi, che ha scritto una lettera su questo spinoso problema agli assessori competenti di Regione e Provincia — e troviamo che sia una cosa inaccettabile. I nostri studenti sono già "eroici", visto che per studiare si sobbarcano viaggi lunghi e noiosi, come due ragazze che stanno a Rondanina e per studiare devono affrontare due ore di viaggio all'andata e due al ritorno».
Secondo Carraro e molti altri genitori, si tratta di una situazione assurda, anche perché chi vive nell'entroterra paga le stesse tasse di chi abita in città e oltre a non avere i servizi pubblici come ferrovia, scuola, università, ai cui costi pure partecipa, viene tartassato anche da spese maggiorate per raggiungere questi servizi in città. «Nei convegni ad hoc e anche in altre occasioni — conclude Carraro — si continua ad indicare il mantenimento delle popolazioni della montagna e dell'entroterra tra le priorità di Regione e Provincia, ma la realtà delle cose è ben diversa. Come si può facilmente valutare da questa situazione del caro trasporti per chi va in città a studiare. Sarebbe il caso che qualcuno intervenisse».

Mara Queirolo
La replica - L'assessore Amico: «Siamo in cerca di una soluzione»
L'assessore provinciale ai trasporti, Rosario Amico, ha già risposto personalmente alla lettera del signor Carraro, ed è pienamente consapevole del i problema. "Nei giorni scorsi — spiega — ho organizzato un tavolo tecnico per venire a capo di questa situazione che, comprendo benissimo, causa disagio notevole. Lavoreremo per trovare delle risposte adeguate, insieme ai rappresentanti di Trenitalia, Amt, Ali e Tigullio Trasporti. E naturalmente chiederemo anche la compartecipazione del comune di Genova, della Regione e dei comuni dell'hinterland. Speriamo di avere presto delle proposte concrete».

(Questo articolo è stato tratto dal Secolo XIX del 14/02/04)