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Regina ha due anni e mezzo,
Bimba ne ha sette. Trasportano su e giù quintali di
legna, ma anche vivande, mattoni e altro materiale. S'inerpicano
su sentieri dove il trattore non arriva. Arrivano da Carpeneto
di Fascia. Sono muli di razza francese. Ieri mattina, adornate
con campanacci e ghirlande intorno alle lunghe orecchie sono
state la gioia dei piccini che passavano per il mercato di
San Nicola in piazza Piccapietra. Sono state portate lì dai
loro padroni per fare da testimonial all'atlante ragionato
della Val Trebbia presentato dal presidente della comunità montana
Giuseppe Cevasco e dal vicepresidente Federico Marenco. Si
tratta di una mappa disegnata da Guido Zibordi Marchesi che
illustra la zona dell'entroterra ligure che va dal passo
della Scoffera, fino a Torriglia, Gorreto e Ottone, prima
di buttarsi dall'altra parte verso Bobbio. Il disegno, intitolato
Val Trebbia, una quiete antica, un'alta terra di frontiera,
in formato sottopiatto, verrà distribuito nelle trattorie
e nei ristoranti della zona. Ieri sono stati presentati anche
i tre libelli che raccontano l'entroterra genovese. Dai racconti
del lupo ai racconti d'inverno di Guido Ferretti, Giovanni
Ferrero, Simona Ferretti e Sandro Sbarbaro, Vittorio Sardo,
alle storie delle antiche mulattiere di Guido Ferretti che
spiega le vie delle carovane, dei commerci e dei saperi. «Abbiamo
portato i muli al mercatino dell'artigianato e dei prodotti
tipici - spiega Marenco - per promuovere la cultura della
Val Trebbia e dell'entroterra genovese. La mappa uso tavolo
sarà distribuita a tutti e anche nei ristoranti della
nostra zona. Segna l'itinerario guidato e spiegato sul retro
dai nostri cittadini. Un progetto che è stato affiancato
dai tre libelli scritti anche loro da residenti della Val
Trebbia. «Non è facile abitare a Carpeneto di
Fascia tutto l'anno come noi - spiegano i padroni di Regina
e Bimba Silvano e Albino Barbieri - bisogna arrangiarsi e
adeguarsi alle montagne. I muli ci servono per fare molti
lavori. Purtroppo anche quest'anno sono stati avvistati alcuni
lupi. Anche le donne hanno paura a uscire di casa senza il
fucile».
Fabrizio Graffione |