Il sindaco di Rondanina chiede il pagamento
dell'Ici per la maxi-diga del Brugneto. Iride, gigante del
gas e dell'acqua, protesta, non paga e fa ricorso. Gli arretrati
ammontano già a
150 mila euro.
Costretti dall'enciclopedia nella perenne condizione di residenti
del Comune più piccolo della Liguria, gli 81 abitanti
di Rondanina cercano oggi una rivincita su un colosso dell'economia
nazionale. Loro, con un bilancio da 130 mila euro annui,
sfidano un gigante capace di fatturare circa 2 miliardi di
euro con utile vicino ai 100 milioni. Hanno presentato il
conto all'Amga-Iride, la multiutility nata dall'alleanza
tra Genova e Torino. Chiedono il pagamento dell'imposta sugli
immobili, quella che sborsano, pur protestando, proprio tutti.
Famiglie e imprese.
Invece, Iride - secondo il sindaco - non paga da cinque anni.
Ogni cartella esattoriale annuale vale 30 mila euro. Iride
sostiene che il conto non è affatto
dovuto e ha fatto ricorso alla Commissione tributaria, nonostante
il parere favorevole della Regione e della Provincia alla
piccola Rondanina.
Quei 30 mila euro annui, per il sindaco Arnaldo Mangini,
sarebbero oro. Un quarto del bilancio, una pioggia di denari
che farebbe svoltare il piccolo paesino alle prese con la
sopravvivenza in un entroterra che si spopola e che spesso è dimenticato
dai grandi enti. Soprattutto, per Mangini (eletto con una lista civica e preferito
a due concorrenti), sono «denari nostri». Perché Iride, così vuole
la legge secondo lui, deve pagare l'Ici per i 150 metri di diga che insistono
sul territorio di Rondanina. Altrettando dovrebbe succedere sui 150 metri di
competenza di Torriglia (che però una rata è riuscita a strapparla,
poi basta). «La legge - dice il sindaco -parla chiaro: con la trasformazione
in spa, finisce lo status di ente di utilità pubblica e i beni devono
essere accatastati come manufatti industriali: D7». In effetti, cosìè stato,
l'accatastamento è avvenuto. Ma il pagamento non è mai scattato. «Paghino
ora - propone Mangini - e poi noi rimborseremo se dimostreranno di avere ragione.
Normalmente si fa così. No?».
Giovanni Mari
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
27/02/08)
La risposta di Iride : Rondanina contro Iride sull'lci. L'azienda: «Tassa non dovuta» |
Rondanina, il Comune più piccolo della Liguria, chiede al colosso Amga-lride il pagamento dell'lci per la maxi-diga del Brugneto. Sono 30 mila euro l'anno per i 150 metri di ingombro sul territorio comunale (Rondanina ha un bilancio da 130 mila euro) chiesti per gli ultimi cinque anni. Ma Iride ritiene di non dover pagare quell'imposta e ha fatto ricorso in Commissione tributaria. Ieri, l'azienda si è fatta sentire e ha chiarito la sua posizione: infatti, se è vero che la diga ha subito una variazione catastale (D) da quando Amga si è trasformata in spa, è vero anche che l'azienda ha chiesto una nuova collocazione del manufatto (E) «essendo la diga utilizzata per un fine idropotabile e quindi, secondo il parere di illustri fiscalisti, non tassabile». L'operazione di Iride era già scattata per la normativa sull'lva: l'accatastamento "D" rende obbligatorio il pagamento, ma la struttura dovrebbe essere esentata e – come tale - accatastata come "E". Insomma, contrariamente a quanto pensa il Comune di Rondanina, che pure aveva avuto sul tema il conforto della Provincia, di un parere regionale e dell'Agenzia del territorio, Iride ritiene che le dighe non siano soggette a lci. Diverso il discorso di Torriglia: qui Amga-lride paga un'imposta lci perché relativa a un immobile vero e proprio, per quanto utilizzato a fini industriali. Ora, però, c'è il rischio che altri Comuni dell'entroterra possano avanzare all'ex municipalizzata - ora quotata in Borsa con un'alleanza tra i Comuni di Genova e Torino - richieste di pagamento per le altre strutture idriche. Quella del Brugneto non è la sola diga che insiste sui piccoli Comuni e l'esempio di Rondanina potrebbe fare scuola. Sempre che la Commissione tributaria non risolva l'arcano pronunciandosi in modo chiaro sull'argomento. In quel caso, parola alla Provincia, competente.
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
28/02/08)
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